Come si scelgono le sedute perfette per la propria casa

Una seduta rappresenta in una casa un elemento importantissimo.

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L’esperienza ci dice che le sedie sono necessarie quando mangiamo, quando studiamo e lavoriamo, i divani, le poltrone e i pouf per quando invece ci rilassiamo, leggiamo, guardiamo la TV, trascorriamo del tempo con i nostri ospiti. Non si tratta in realtà solo di una questione di esperienza, ma di corretta postura, tant’è che passiamo la gran parte della giornata sulle sedie e il resto sulle altre sedute.

Tutte le sedute, che si tratti di un pouf o di una sedia, vanno scelte con cura, perché siano resistenti e durino nel tempo. La sostituzione di una seduta rappresenta potenzialmente un’alterazione dell’armonia complessiva dell’arredamento, per cui sarebbe sempre bene comprare pouf o qualche sedia in più, nel caso si rovinino.

Differente rispetto al discorso del pouf e delle sedie è il discorso su poltrone e divani, che sono più ingombranti e quindi non si possono stipare in una stanza che non usiamo come faremmo con sedie e pouf. Però per quanto riguarda poltrone e divani è molto più semplice trovare dei complementi passe par tout di sostituzione, mentre con i pouf, soprattutto se sono particolari o addirittura personalizzati, l’impresa di avere due pouf esattamente uguali nel tempo potrebbe essere impossibile.

Fonte foto: Repubblica.

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Come arredare una tavernetta o una “stanza dei giochi”

Molte persone possiedono una tavernetta nella loro casa. È a questo che si riferisce il titolo del post, niente a che vedere con 50 Sfumature di Grigio.

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La tavernetta è il luogo in cui le persone si rilassano con gli amici, giocano con i figli, trascorrono del tempo circondati dai loro passatempi preferiti. Alcune persone hanno anche una stanza dedicata ai videogiochi o alla passione per il cinema, con un home theater completo. Ma cosa manca a queste stanze per poter diventare il proprio luogo preferito della casa? Semplice: le poltrone sacco.

Poltrone sacco e cuscini sono infatti le sedute più comode e informali che si possano immaginare. E sono utilissime allo scopo: ci si può mettere lì e, tra un film e una partita a Super Mario, trascorrere del tempo rilassante. L’idea di arredare una tavernetta o una “stanza dei giochi” deve essere quanto più semplice possibile, come la semplicità stessa delle poltrone sacco.

In generale, si possono scegliere più colori o un solo colore dominante che faccia da chiave di lettura per tutto il resto. Ampia libertà sulla disposizione: le poltrone sacco per la loro stessa essenza non hanno il dovere di restare sempre al proprio posto, ma si prestano a mille e mille combinazioni differenti.

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Tutta la Magia in un salotto

Divani e poltrone vengono viste nell’immaginario collettivo come il classico salotto, anche se sono in stile moderno, ma le cose stanno per cambiare radicalmente.

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Chi lo dice che un divano o delle poltrone debbano essere omogenee, monocrome e sempre uguali a sé stesse? Devono essere partiti da qui i designer di Avalon per immaginare Magia, la nuova linea di poltrone e divani dedicata a coloro che credono che un salotto possa essere multiforme e variegato.

Tanti colori, tante fantasie componibili, tante scelte e, all’interno di queste scelte, arditi accostamenti cromatici. È davvero interessante notare come divani e poltrone Magia possano dare un tocco di allegria alla propria casa e farla apparire ogni giorno nuova e sorprendente. Come si trattasse – appunto – di una magia.

La cosa particolare che accomuna i divani e le poltrone Magia è il tessuto Softhand. Si tratta di un materiale del tutto innovativo e completamente lavabile: ogni seduta, infatti, può essere sfoderata e pulita con cura. Non si tratta semplicemente di un beneficio di natura igienica, ma anche e soprattutto serve a mostrare la resistenza di questi complementi per l’arredamento.

Niente più paura quindi se il cane sale sulla poltrona, niente più paura se il bambino sta mangiando il gelato sul divano e gli casca, niente più paura se l’amico maldestro fa cadere il bicchiere di vino rosso su Magia.

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Arredare il giardino: i 5 tip di stagione

Fa caldo, l’estate è davvero alle porte. Si risistema il giardino per farlo diventare accogliente, ma come fare? Qualche idea in 5 tip tra pouf e illuminazione.

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1. Un giardino deve essere comodo, deve mettere a proprio agio chi nella casa afferente ci abita ma anche chi viene in visita. E quindi i pouf sono d’obbligo. Meglio scegliere dei modelli di pouf che siano lavabili e facilmente trasportabili in caso di pioggia. Per esempio, i cuscini XXL di Avalon sono davvero pratici e possono essere usati in mille modi diversi, tanto sono versatili.

2. L’illuminazione essenziale può provenire dai faretti a incasso, soprattutto se il giardino è molto grande. Da posizionare nei punti strategici, soprattutto nelle vicinanze di un gazebo o di un piccolo salotto da esterno con pouf.

3. Altri complementi per l’illuminazione poco aggressivi potrebbero essere i vasi luminosi da giardino, anche questi da piazzare in punti strategici ma differenti rispetto ai faretti.

4. Tra i pouf si può inserire un tavolino basso, in modo da stare comodi mentre si legge o si prende un aperitivo, trascorrendo del tempo con gli amici.

5. I pouf vanno scelti molto colorati, magari fantasia e non tinta unita. Come nella foto che vedete qui sopra. In particolare se il giardino dispone di una folta vegetazione o anche di una bella piscina.

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Come scegliere il proprio divano?

Scegliere una seduta per la propria casa, che si tratti di un divano o di una poltrona sacco, non è sempre facile.

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Ci sono un sacco di questioni differenti da affrontare quando si sceglie un divano o una poltrona sacco: e allora come si fa? Intanto si deve partire dalle dimensioni: arredare una stanza significa essere consapevoli dello spazio a propria disposizione e avere colpo d’occhio su come riempire lo spazio vuoto (sempre che lo si voglia riempire). Per fare questo non basta però il colpo d’occhio, serve prendere le misure giuste, con tanto di metro a nastro.

In secondo luogo, va vagliata la funzione del divano o della poltrona sacco. Serve per guardare la TV? Serve per essere accompagnato da un tavolino per accogliere gli ospiti? Serve nei momenti di relax? Rispondere a queste domande è molto utile per la propria scelta: è sempre bene porsele prima di acquistare una qualunque seduta.

Inoltre, la seduta, che sia divano o poltrona sacco, deve essere inserita in un insieme, ricalcare uno stile che si è scelto per il proprio arredamento. Poi il design farà il resto dal punto di vista estetico, ma la scelta primaria deve necessariamente stare a noi, al nostro gusto personale, all’insieme dell’armonia cromatica, e così via.

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Arredare l’ingresso di casa: 5 consigli

Una delle stanze della casa più difficile da arredare è l’ingresso.

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Questo accade perché spesso si dispone di uno spazio limitato oppure integrato con un’altra stanza (per esempio il tinello o il soggiorno) oppure per trascuratezza. Eppure l’ingresso costituisce il nostro biglietto da visita, che a varcare la soglia del nostro uscio sia un occasionale postino o una comitiva di amici cari. Ecco quindi alcuni consigli in fatto di arredamento e illuminazione.

1. Evitare troppi complementi. Che siano d’arredamento o per l’illuminazione, meglio non dare l’idea di una stanza troppo affollata.

2. Tenere presente i must di un ingresso: un uomo morto, un tavolino, una lampada da terra o una lampada da tavolo appoggiata sul tavolino. Ci può anche essere spazio per un piccolo pouf (ma non bisogna esagerare con le dimensioni) e qualcosa per la parete, un orologio o una bella stampa di un quadro famoso.

3. Il colore delle pareti si può anche discostare dal resto dei colori della casa, basta che sia organico ad arredamento e illuminazione.

4. Un tappeto all’ingresso può risultare sia bello che funzionale, purché lo si tenga sempre perfettamente pulito. Esattamente come un portaombrelli.

5. L’ingresso può essere anche il luogo dove porre il telefono fisso: di questi tempi, in cui i telefoni sono onnipresenti, è un gesto elegante non essere sempre troppo disponibili e a portata di mano.

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Il bar di Milano disegnato da Wes Anderson

Trascinare i clienti in un mondo da sogno: è questa la percezione che si ha nel nuovo bar Luce a Milano.

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Si chiama bar Luce e si trova a Milano, all’interno del palazzo della Fondazione Prada. Sarebbe un normalissimo bar, non fosse altro che possiede dei tratti distintivi di interior design molto caratterizzati, che spaziano dalla pop art al Neorealismo, creati dal regista Wes Anderson, che ci ha riversato il suo mondo cinematografico. E quindi illuminazione e arredamento richiamano chiaramente tutte le sue pellicole.

L’illuminazione è diffusa e composta in particolare da lampadari con la forma di globi luminosi e faretti a incasso. Questo tipo di illuminazione è funzionale allo scopo del bar: creare differenti punti luce secondo la necessità. Illuminare i tavoli quindi, là dove sedevano i clienti, ma anche mettere in buona luce cibo e bevande. E passatempi, perché in un angolo ci sono anche dei flipper ispirati a Steve Zissou.

L’arredamento segue in parte l’armonia data dall’illuminazione. I colori di sedie e tavolini sono tenui, per richiamare il logo del locale, i tovaglioli, le divise dei camerieri. C’è una profonda armonia di fondo in questo locale, che proviene direttamente dal design unico che il regista Wes Anderson ha creato per esso.

Foto: MarieClaire.

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Arredare una casa di campagna

Molte persone non ci badano, ma le case di campagna necessitano di molte attenzioni, in fatto di arredamento e illuminazione, esattamente come per le case di città.

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Una bella stanza, con mobili e illuminazione rustica. Abbiamo scelto quest’arredamento e questa illuminazione di design per illustrare come una casa di campagna necessiti delle attenzioni imprescindibili.

L’arredamento e l’illuminazione nella fotografia sono molto rustici: si tende a valorizzare il legno e il metallo tra i materiali cui si è ricorsi. In particolare, per quanto riguarda l’illuminazione, vengono alternati paralumi e lampade a giorno, in modo da creare dissonanze cromatiche e relative alle forme.

Certo, c’è da dire che la conformazione della casa offre spunti di riflessione, ma questo significa solo che arredamento e illuminazione devono anche un po’ accompagnare quella che è la struttura della casa, per valorizzare al meglio ciò che questi complementi hanno da comunicare, a chi la casa la vive e anche a chi è invece ospite.

Così una villetta tipo cottage potrà contare per esempio su un tipo di arredamento e illuminazione di design che seguano lo shabby chic, se invece la casa è più spartana, si può optare per l’arte povera, senza tradire l’intenzione dell’architetto, anzi implementando l’impatto visivo che anche l’abitazione di campagna può offrire.

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Lampadari sfasati per un’illuminazione su più livelli

Lampadari sfasati? Perché no, se la casa lo permette.

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Parlare di lampadari sfasati su più livelli è corretto solo qualora la casa stessa sia su più livelli o si disponga di un soffitto molto alto, come quello che si vede nell’immagine: qui, infatti, ci sono tre lampadari con paralume posti a differenti altezze, perché la stanza raffigurata in questo appartamento gode di una zona soppalcata un altra vuota, che permette appunto il virtuosismo.

Certo è che con un soffitto basso non ci si può regolare allo stesso modo, ma spostare l’illuminazione verso il basso, delegando il ruolo soprattutto a faretti, lampade da tavolo e lampade da terra.

La scelta giusta è optare per lampadari dello stesso modello, ma non necessariamente dello stesso colore. Se si è adottato un tipo di arredamento molto colorato, infatti, si può decidere di optare per lampadari, seppur dello stesso modello, in colori differenti, in modo da creare un’armonia profonda con il resto della stanza.

La presenza di un gruppo di lampadari tuttavia, soprattutto se la stanza oltre che alta è anche molto grande, non deve creare la falsa illusione di non poter creare più punti luce all’interno del medesimo spazio: la ragione non è meramente estetica ma anche e soprattutto funzionale.

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L’uomo morto rivive con il design

Il design è un’arte capace di modificare tutto, di migliorare tutto. Anche ciò che apparteneva al passato, come gli appendiabiti.

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L’appendiabiti, o uomo morto, è un complemento per l’arredamento, domestico e da ufficio, che non è stato abbracciato in tutte le epoche. Eppure è utilissimo: pensiamo solo al fatto stesso di entrare in una casa da ospiti e trovare lì ad accoglierci un appendiabiti per la nostra sciarpa, la giacca, il cappello, forse magari anche l’ombrello.

Ma non è semplicemente una questione di utilità. L’appendiabiti ridetermina lo spazio di un ingresso domestico, rendendolo più funzionale al suo scopo. Un ingresso senza appendiabiti apparirebbe quindi vuoto, mancante di qualcosa di importante.

Un tempo, gli appendiabiti erano molto diffusi: fino agli anni ’80 c’è stata appunto l’epoca d’oro degli appendiabiti. Da quel momento in poi questi complementi hanno iniziato a diventare via via sempre più anonimi, fino a indurre le persone a pensare che non fossero più necessari.

Oggi, grazie soprattutto al design d’autore, gli appendiabiti diventano un must imprescindibile, per via dell’estetica, in particolare per quegli appendiabiti che abbracciano un tipo di design molto moderno, postmoderno, talvolta anche kitsch. Perché un appendiabiti kitsch è anche una maniera per essere autoironici, per affermare che un uomo morto, in fondo in fondo, può essere decisamente pieno di vita.

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