Appendiabiti, il bello del design

Quando parliamo di design ci focalizziamo anche sull’estetica, non solo sulla funzionalità del complemento d’arredamento. E questo assume un’importanza prioritaria quando si parla di appendiabiti.

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C’è stato un tempo in cui appendiabiti equivaleva a dire «uomo morto» ossia appendiabiti da terra o a piantana. Oggi esistono delle possibilità più variegate e interessanti, come gli appendiabiti da parete e gli appendiabiti da soffitto. I primi possono ospitare uno o più posti per abiti, soprabiti o accessori, mentre per i secondi bisognerebbe fare un discorso a parte.

È solo negli ultimi anni che si sono affermati gli appendiabiti da soffitto, come quello dell’immagine. Inizialmente, questi complementi erano oscurati dal pregiudizio che fossero kitsch, finché non si è giunti a un minimalismo tanto eccessivo quanto di un’eleganza indiscutibile.

Come l’appendiabiti Phil in foto: Phil sta appunto per un gioco di parole, perché l’appendiabiti si traduce in un filo d’acciaio cromato e regolabile che può ospitare fino a tre tra soprabiti e accessori. Il complemento è fissato al soffitto con un cavo in acciaio, resistente e sicuro. Quindi il tutto è caratterizzato da sicurezza, estetica e funzionalità.

Naturalmente un appendiabiti da soffitto ti costringe a rivedere la divisione dello spazio, ma in realtà crea anche maggiori spazi liberi in una stanza, il che equivale a ottenere maggiore comodità.

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