Appendiabiti, il bello del design

Quando parliamo di design ci focalizziamo anche sull’estetica, non solo sulla funzionalità del complemento d’arredamento. E questo assume un’importanza prioritaria quando si parla di appendiabiti.

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C’è stato un tempo in cui appendiabiti equivaleva a dire «uomo morto» ossia appendiabiti da terra o a piantana. Oggi esistono delle possibilità più variegate e interessanti, come gli appendiabiti da parete e gli appendiabiti da soffitto. I primi possono ospitare uno o più posti per abiti, soprabiti o accessori, mentre per i secondi bisognerebbe fare un discorso a parte.

È solo negli ultimi anni che si sono affermati gli appendiabiti da soffitto, come quello dell’immagine. Inizialmente, questi complementi erano oscurati dal pregiudizio che fossero kitsch, finché non si è giunti a un minimalismo tanto eccessivo quanto di un’eleganza indiscutibile.

Come l’appendiabiti Phil in foto: Phil sta appunto per un gioco di parole, perché l’appendiabiti si traduce in un filo d’acciaio cromato e regolabile che può ospitare fino a tre tra soprabiti e accessori. Il complemento è fissato al soffitto con un cavo in acciaio, resistente e sicuro. Quindi il tutto è caratterizzato da sicurezza, estetica e funzionalità.

Naturalmente un appendiabiti da soffitto ti costringe a rivedere la divisione dello spazio, ma in realtà crea anche maggiori spazi liberi in una stanza, il che equivale a ottenere maggiore comodità.

L’uomo morto rivive con il design

Il design è un’arte capace di modificare tutto, di migliorare tutto. Anche ciò che apparteneva al passato, come gli appendiabiti.

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L’appendiabiti, o uomo morto, è un complemento per l’arredamento, domestico e da ufficio, che non è stato abbracciato in tutte le epoche. Eppure è utilissimo: pensiamo solo al fatto stesso di entrare in una casa da ospiti e trovare lì ad accoglierci un appendiabiti per la nostra sciarpa, la giacca, il cappello, forse magari anche l’ombrello.

Ma non è semplicemente una questione di utilità. L’appendiabiti ridetermina lo spazio di un ingresso domestico, rendendolo più funzionale al suo scopo. Un ingresso senza appendiabiti apparirebbe quindi vuoto, mancante di qualcosa di importante.

Un tempo, gli appendiabiti erano molto diffusi: fino agli anni ’80 c’è stata appunto l’epoca d’oro degli appendiabiti. Da quel momento in poi questi complementi hanno iniziato a diventare via via sempre più anonimi, fino a indurre le persone a pensare che non fossero più necessari.

Oggi, grazie soprattutto al design d’autore, gli appendiabiti diventano un must imprescindibile, per via dell’estetica, in particolare per quegli appendiabiti che abbracciano un tipo di design molto moderno, postmoderno, talvolta anche kitsch. Perché un appendiabiti kitsch è anche una maniera per essere autoironici, per affermare che un uomo morto, in fondo in fondo, può essere decisamente pieno di vita.