Arco di Flos, un classico senza tempo

Di recente, anche l’attore James Franco ha postato sui social network una foto che lo ritrae insieme a una piantana molto speciale, Arco di Flos.

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C’è una ragione, o meglio, ci sono una serie di ragioni che hanno decretato il successo di Arco di Flos nel tempo. All’epoca della sua prima produzione, il design di Arco riuscì a evocare una situazione domestica (o professionale) accogliente: è una lampada da terra che ti accoglie con un abbraccio in metallo, ma con i piedi in marmo di Carrara saldamente fissati a terra.

È probabilmente il più grande esperimento sociale di design. Capita molto spesso di guardare un film o una serie televisiva e imbattersi in Arco di Flos, indipendentemente dagli anni del ‘900 in cui l’opera è ambientata. Accade perché Arco è davvero senza tempo e il suo apprezzamento travalica le ere. Niente anacronismi per questa piantana davvero unica.

In terzo luogo, come molti oggetti di design di lusso, è uno status symbol. Eh sì, possedere Arco di Flos equivale a dire di essere raffinati, di essere una persona che ama le cose belle e anche che ha l’opportunità di poter scegliere una lampada del genere dal punto di vista economico. Per tutte queste ragioni, Arco resisterà al tempo. E chissà che non la ritroveremo nelle nostre future case su Marte.

Flos, le novità

I complementi per l’illuminazione Flos svolgono un grosso ruolo nella storia del design, ma oggi l’azienda continua a rinnovarsi inseguendo nuovi concetti.

Style: "JBM_DEV"
Style: “JBM_DEV”

I complementi per l’illuminazione Flos sono delle icone. Lampade come Lampadina o Arco costituiscono alcune delle rappresentazioni più intime e vere del Made in Italy. «Per noi – si legge nella presentazione storica dell’azienda sul sito ufficiale – la luce è la sostanza per esprimere nuove idee e illuminare emozioni inesplorate. Scriviamo il futuro, leggendo il nostro passato ed esprimendo il presente, in una continuità di sfide positive e scelte sostanziali che hanno formato la nostra immagine e la nostra identità.»

Nel presente di Flos ci sono complementi per l’illuminazione che insistono su determinati concetti: questi concetti ineriscono l’opposizione a tutto ciò che è virtuale. L’esperienza dell’esistenza umana si sta concentrando sempre di più sull’alienazione: laddove l’uomo è alienato anche a se stesso, le lampade Flos gli restituiscono quella scintilla che è sempre all’interno dell’essere umano: la creatività.

In questo modo, Flos, da sempre, crea complementi per l’illuminazione che resistono alle mode. Questo perché è la stessa Flos a costituire, come le sue intuizioni lungimiranti, un trend di gusto, che rende forme, colori e materiali, un must have nella propria casa o nel proprio ufficio.

Arco di Flos, il mito del design

Ci sono miti senza tempo, oggetti di design che resistono alle mode perché sono puro stile: in questa categorie rientra la lampada da terra Arco di Flos.

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La vediamo spesso in TV, in film e telefilm, lei non passa mai inosservata per quanto è bella. È la lampada Arco di Flos, un vero e proprio mito del design, che, dagli anni ’60 oggi, senza cambiare di una virgola – o quasi – riesce a entrare nelle nostre case e nei nostri uffici con discrezione, bellezza, suggestione.

La lampada Arco di Flos (http://www.modaedesign.com/i-nostri-marchi/flos.html) è una lampada da terra a luce diretta. È costituita da una base di marmo di Carrara bianco, da uno stelo telescopico in acciaio inossidabile satinato che dà il nome appunto al complemento per l’illuminazione e da un riflettore orientabile e regolabile in altezza in alluminio stampato, lucidato e zapponato.

In altre parole: l’eleganza del marmo si unisce alla semplicità di questa meravigliosa lampada. Ma perché dicevamo che non è cambiato quasi nulla nella lampada Arco di Flos? Perché anche i miti devono adattarsi ai tempi e al rispetto per l’ambiente che scaturisce dalla nostra contemporaneità. Arco ha anche una sorella gemella a led, per coloro che hanno a cuore l’ambiente e giacché anche il proprio portafogli.

Lampada a sospensione Skygarden di Marcel Wanders (FLOS)… Un Mito del Design… Al prezzo che vuoi tu! Solo su Modaedesign!

Amanti del design e cultrici dell’arredamento: per voi Modaedesign propone un oggetto di design firmato Marcel Wanders a un prezzo d’eccezione.

 

Skygarden, in catalogo su Modaedesign.com, è la lampada a sospensione  che, progettata da Wanders nel 2007, ha segnato un passo in avanti nella storia della moda di casa.

La novità di Skygarden, come già lo stesso nome ci suggerisce, sta nella realizzazione della cupola in gesso riverniciato:  ornamenti in rilievo di sapore antico ne decorano la superficie, che sembra trasformarsi in un variopinto giardino celeste. Appunto: uno sky-garden.

Fiori e motivi vegetali sono decorati con fantasioso virtuosismo, portando alla nostra memoria ricordi di antichi soffitti stuccati con precisione incantevole.

La sublime fantasia creativa di Wanders si fa spazio realizzando un connubio perfetto tra arte e design. Arte, perché le decorazioni della cupola dorata rievocano il manierismo del XVI secolo; design perché non va dimenticato il valore altamente funzionale che possiede la lampada Skygarden. La lampada, infatti, è stato progettato per garantire un’illuminazione intensa ed efficace, grazie al diffusore in vetro opalino incamiciato soffiato a bocca.

Chi acquista Skigarden di Flos introduce nella sua abitazione non solo un pezzo cult del design del calibro di Wanders, ma anche un elemento di illuminazione efficace e moderno, capace di dare luce ai vostri salotti creando un’atmosfera romantica e suggestiva.

Su Modaedesign trovate i lampadari Skygarden in offerta speciale. Al cliente, infatti, viene data l’incredibile possibilità della “proposta di acquisto”.

Ma di cosa si tratta?

In pratica, inviando una e-mail, il cliente può proporre una sua offerta personale indicando il costo per lui più corrispondente al valore del prodotto selezionato.

In questo modo avviene un dialogo diretto tra compratore e venditore, capace di far ottenere al primo, numerosissimi vantaggi nell’acquisto.

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MARCEL WANDERS – VITA DA DESIGNER-
Giunto alla notorietà negli anni novanta con il movimento concettuale Droog Design, Wanders si inizia subito a mostrare un artista sui generis, variopinto, fuori da ogni schema. La sua magia creativa viene riconosciuta e si afferma in tutto il mondo.
Dopo aver fondato nel 1992 la WAACS Design & Consultancy e nel 1995 lo studio Wanders Wonders, inizia ad incrementare il design con altro design, valorizzando i migliori architetti in circolazione per dare vita a Moooi, marchio di arredamento che egli stesso si preoccupa di dirigere, come art-director.
E’ anche docente, progettista e designer d’interni, nonché collaboratore di gruppi internazionali tra i big del settore.
I suoi lavori sono esposti, tra gli altri, anche al MoMa di New York.

NOTE TECNICHE DEL LAMPADARIO SKYGARDEN
Lampada a sospensione a luce diffusa. Cupola in gesso colato, lavorato meccanicamente e verniciato di colore bianco all’interno, mentre le finiture cromaticheall’ esterno possono essere: ruggine, nero lucido, bianco lucido o oro opaco. Supporto cupola in gesso stampato in lega di alluminio pressofuso verniciato di colore bianco a liquido. Boccola superiore stampata in lega di alluminio pressofuso, lucidata e protetta con vernice trasparente su tutta la parte in vista. Passacavo superiore e ghiera di bloccaggio regolazione in PC (policarbonato) stampato ad iniezione di colore nero. Vite di regolazione in acciaio tornito e zincato. Ammortizzatori superiore ed inferiore in Silicone stampato ad iniezione trasparente. Supporto portalampada e fissaggio supporto in PPS (Polyphenylene Sulfide) stampato ad iniezione di colore nero. Diffusore in vetro opalino incamiciato soffiato a bocca. Ghiera di fissaggio vetro stampata in lega di alluminio pressofuso e finito con cromatatura alodine. Fregio Skygarden 1 in acciaio inox AISI 304 fotoinciso chimicamente ed imbutito meccanicamente. Attacco a plafone in acciaio stampato e zincato. Rosone in PA6 (Nylon) stampato ad iniezione di colore grigio con 30% di carica in fibra di vetro.
Lampadine: 1 E27 max 150W

I miti del design: su Modaedesign.com acquistabile la lampada Taccia dei fratelli Castiglioni per Flos

Modaedesign all’interno della categoria I miti del design, raccoglie straordinarie lampade di design dalla storia leggendaria.
Taccia è una celebre scultura di luce, progettata nel 1958 da Achille e Pier Giacomo Castiglioni.

Come la ARCO, anche TACCIA diviene ben presto un’icona del design, per il suo stile moderno e lo studio attento al dettaglio che la caratterizzano. Il prototipo di Taccia venne esposto all’Institute of Technology di Chicago e all’Institute of design dell’Illinois. Nel 1962 viene prodotta dall’azienda FLOS.
La sorgente luminosa della lampada è nascosta all’interno del cilindro cromato.
Una geniale idea pensata dai designer fu quella di forarlo: non per una questione estetico decorativo, ma in modo tale da non creare mai surriscaldamento consentendo la circolazione dell’aria.

La luce è riflessa da una campana di cristallo basculante che è chiusa da uno schermo in alluminio convesso laccato di bianco: la forma è simile a quella di un cappello dal taglio originale.
Essa può essere ruotata a piacere sulla colonna circolare di appoggio, al fine di direzionare l’illuminazione cambiando di continuo la struttura della lampada da tavolo.

La base è rivestita da un secondo anello metallico la cui superficie è verniciata nera e sagomata.
Nonostante richiami il busto delle colonne, è stata ideata pensando ai motori delle automobile.
Come tutti i restanti, anche questo elemento è assolutamente funzionale: evita il contatto della mano con la base, molto calda, e l’uscita della luce dalle forometrie.

BIOGRAFIA DI ACHILLE CASTIGLIONI

Figlio dello scultore Giannino si è laureato al Politecnico di Milano nel 1944; dopo la laurea lavorò nello studio dei fratelli maggiori Livio (1911 – 1979) e Pier Giacomo (1913 – 1968) in piazza Castello a Torino, dedicandosi a progetti di urbanistica, architettura, mostre, esposizioni, e product design. Nel 1944, partecipa insieme ai fratelli, alla VII Triennale di Milano dove presenta l’IRR126, apparecchio radio concepito per la produzione industriale.

Nel 1956 è tra i fondatori dell’ADI, l’associazione italiana del Disegno Industriale.

Negli anni 1952-1953 si occupa della ricostruzione postbellica del Palazzo della Permanente di Milano. Tra il 1955 e il 1979 vince sette premi Compasso d’oro. Alla Triennale vince numerosi premi: nel 1947 una Medaglia di bronzo, nel 1951 e nel 1954 un Gran Premio, nel 1957 una Medaglia d’argento ed una Medaglia d’oro, nel 1960 una Medaglia d’oro e nel 1963 un’altra Medaglia d’argento.

Dal 1971 presiede il corso di “Progettazione Artistica per l’industria” presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Torino.

Si ricordano i design di sedie come Mezzadro, la sedia “Sella” (1957) la poltrona Sanluca (1959), la lampada da scrivania Tubino (1951), la lampada da terra Luminator (1955) la lampada da terra Arco (1962) prodotta da Flos, la lampada da tavolo Taccia (1962), il sedile Allunaggio (1962), la lampada da terra Toio.

È morto il 2 dicembre 2002, all’età di 84 anni, a seguito di una caduta verificatasi nel suo studio di Piazza Castello a Milano. È stato sepolto nell’abbazia di Chiaravalle.

Quattordici delle sue principali opere sono presenti al MOMA di New York. Il MOMA ha realizzato con le sue opere la più grande retrospettiva mai dedicata ad un designer italiano.

Oltre al museo americano altre importanti gallerie espongono le sue opere tra cui: Victoria and Albert Museum di Londra, Kunstgewerbe Museum di Zurigo, Staatliches Museum fur Angewandte Kunst di Monaco, Museo del Design di Prato, Uneleckoprumyslove Museo di Praga, Israel Museum di Gerusalemme, The Denver Art Museum, Vitra Design Museum di Weil am Rhein, Angewandte Kunst Museum di Amburgo e di Colonia.

Achille Castiglioni in coppia con il fratello Pier Giacomo ha progettato oggetti di produzione seriale per aziende come: Kartell, Zanotta, Flos, Bernini, Siemens, Knoll, Poggi, Lancia, Ideal Standard, Arflex, Alessi.

I miti di Modaedesign: la lampada ARCO dei fratelli CASTIGLIONI

Modaedesign raccoglie tra i tanti articoli anche alcune tra le più famose icone del design italiano. Appartiene alla schiera dei capolavori la lampada da terra Arco, a luce diretta, disegnata per Flos da Achille Castiglioni e Pier Giacomo Castiglioni.

La Arco riprende nella sua configurazione la struttura di un normale lampione stradale, che viene tradotto in chiave domestica. Ciò viene fatto per uno scopo funzionale: consentire alla luce una diffusione dall’alto senza dipendere dai centri di alimentazione a soffitto. Qui è l’arco metallico che contiene al suo interno di acciaio il cavo.
Lo stelo è diviso in tre pezzi con sezione a U che scorrendo l’uno dentro l’altro permettono l’avanzamento telescopico, e dunque di regolare la distanza della sorgente luminosa, oltre che il passaggio indisturbato dei fili. L’esile profilato di acciaio è innestato in un piedistallo realizzato in marmo di CARRARA. Il parallelepipedo presenta i bordi smussati per evitare urti al passaggio.

Flos la produce con successo dal 1962. Il design è definito da un estremo rigore delle linee e da un uso fiscale e preciso dei materiali di altissimo valore. Come scrive ACHILLE CASTIGLIONI: “Nella ARCO niente è decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione”

Un dettaglio ultimo e affascinante è che nonostante il peso sia di 65 kg, la lampada Arco può essere trasportata con facilità. I fratelli Castiglioni infatti fanno realizzare un foro sulla base in marmo per potervi inserire un bastone: una coppia di maniglie per due con la quale lo spostamento diviene elementare.

Breve storia dell’azienda Flos

Nel 1962 nasce a Merano Flos, per produrre lampade moderne.

Per creare nuove idee luminose chiamano a collaborare Achille e Pier Giacomo Castiglioni e Tobia Scarpa. Tra le prime sperimentazioni il cocoon, nuovo materiale ad alta potenzialità plastica, proveniente dagli USA. Nel 1964 entra in azienda Sergio Gandini e la sede viene trasferita nei pressi di Brescia. Nel 1968 apre il primo negozio Flos a Milano, progettato dai fratelli Castiglioni (Achille e Pier Giacomo). Il logo è disegnato da Pino Tovaglia, mentre i cataloghi sono curati da Max Huber.
Nel 1971 Flos vara la prima delle sue consociate in Germania.
Nel 1974 acquisisce Arteluce, un marchio storico fondato nel 1939 da Gino Sarfatti, e apre il nuovo stabilimento produttivo a Bovezzo, alle porte di Brescia.
Negli anni ottanta Flos continua la collaborazione con Achille Castiglioni che, nel 1992, con la serie Brera introduce il concetto di famiglia di prodotti.
Parallelamente rivolge la sua attenzione alle figure emergenti del panorama internazionale. Nel 1988 prende l’avvio la collaborazione con Phlippe Starck. Seguono Jasper Morrison, Konstantin Grcic, Marc Newson, Antonio Citterio, Marcello Ziliani, Marcel Wanders, Sebastian Wrong, Laurene Leon Boym, Piero Lissoni, Rodolfo Dordoni, Tim Derhaag, Johanna Grawunder, Joris Laarman. Knud Holscher, Barber & Osgerby, Patricia Urquiola, Paul Cocksedge e Ron Gilad.
Gli anni 90 segnano l’impegno sul versante contract, con una divisione specializzata nello sviluppo di soluzioni chiavi in mano.
Dal 1999, Piero Gandini, figlio di Sergio, è presidente e amministratore delegato Flos
Nella comunicazione la tradizione a collaborare con professionisti eccellenti prosegue, affidando l’immagine e le campagne pubblicitarie a grandi fotografi internazionali, come Jean-Baptiste Mondino

AD EUROLUCE tra le MERAVIGLIE DI FLOS SPICCA LA CRISALIDE DI WANDERS!!!

Ci sono lavori in corso, allo stand di FLOS! Tra le meravigliose installazioni, mura infrante dalla luce, ed essenziali e preziosi oggetti di design che ordinati sui ripiani sembrano, pur vive, sculture…

Ecco che il nostro sguardo si pone sull’ultima strabiliante creatura del celebre Wanders: Chrysalis!

Chrysalis si può definire un involucro di luce dall’originale bellezza.

La maestosa lampada da terra vede Marcel Wanders confrontarsi con uno tra i materiali più distintivi del marchio Flos: la resina ‘cocoon’.

Grazie alla malleabilità dolce e alla forte resistenza di un siffatto materiale, Wanders riesce a dare una forma naturale e candida alla struttura, che appare simile, a prima vista, ad un classico vaso da fiori o un’anfora dell’antichità.
Basta tuttavia leggere il suo nome, per accorgerci ben presto della fonte d’ispirazione: si tratta di un’enorme crisalide!
Come la crisalide nasconde in sé una prossima farfalla, così anche la lampada da terra del designer olandese cela la luce, quasi a volerla proteggere dall’esterno in vista di una sua mirabolante manifestazione.
Un annuncio di primavera che aprirà le porte alla nuova arrivata, si percepisce tuttavia già dalla meravigliosa proiezione floreale che Chrysalis riflette, tramite una font luminosa ed un ornamento in poliuretano, sul soffitto: l’ombra di un fiore, di una vita che c’è.

Non è un vaso come tutti gli altri, ma un magico contenitore che sollecita ad un’attesa, e che non delude le aspettative: racchiude al suo interno una certa speranza, e l’incantevole motivo decorativo che si sussegue al di sopra, rassicura l’occhio curioso di chi la guarda.

Breve approfondimento sulla tecnica della lavorazione della resina. Già conosciuta negli anni ’60, utilizzata ad esempio dai fratelli Castiglioni anche Wanders ha voluto riproporre l’adozione di questo materiale suggestivo, capace di adattarsi a ogni forma e di resistere al calore perfettamente. Ovviamente in 50 anni la resina ‘cocoon’ pur mantenuta la stessa tipologia di lavorazione è andata migliorandosi, divenendo una materia sempre più morbido e malleabile.
Tramite uno spray, in tre fasi, la resina viene posta sull’impalcatura della lampada. In un secondo momento, il materiale viene ricoperto da una peculiare finitura trasparente, che permette di proteggere e accentuare la sua luminosità. Così facendo, si ottiene che il cocoon sia più facilmente lavorabile e dolce al tatto.

Biografia professionale del designer Marcel Wanders:
sicuramente una celebrità nel mondo del designer, ha colpito nel segno riuscendo, con il suo eclettismo e il suo fare istrionico a divenire una delle colonne portanti del design olandese, dal quale discende. Negli anni ’90 si propone come un’artista alternativo e acquista subito fama con il movimento concettuale Droog Design col quale dà vita nel 1992 la WAACS Design & Consultancy e nel 1995 lo studio Wanders Wonders.
Chiamando a collaborare con sé i migliori designer contemporanei, Wanders fonda in seguito anche Moooi, un marchio di arredamento che cura personalmente divenendone l’ art director.
Intanto la sua carriera prosegue, e Wanders diviene docente, oltre che progettista e interior designer.
Collabora con le aziende più cult del settore, per citarne alcune: Boffi, Cappellini, Flos, Mandarina Duck, Cassina, Magis.
Molte delle sue creazioni sono esposte al MoMa di New York, al Museum of Modern Art di san Francisco, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, al Vitra Design Museum in Germania.
Le sue opere spesso provengono da delle visioni di sogno, oniriche, fantastiche, che vengono da lui stesso riassorbite e rese realtà tangibili.

Un designer sui generis: Antonio Citterio


Né archistar, né rivoluzionario: Antonio Citterio rappresenta l’eccellenza del design italiano nella sua versione contemporanea. Pluripremiato, è presente nella collezione permanente del MoMA di New York e del Beaubourg di Parigi. Il suo lavoro va “dal cucchiaio alla città”, come vuole l’alta tradizione milanese del design di formazione architettonica. Che incarna alla perfezione. Si laurea presso il Politecnico di Milano e nel 1972 apre il suo primo studio. Tra il 1987 ed il 1996 si associa con Terry Dwan. Insieme progettano edifici in Europa ed in Giappone. Nel 1999 fonda la Antonio Citterio and Partners insieme a Patricia Viel, con sede a Milano e ad Amburgo. Il raggio di azione dello studio è vastissimo: architettura, design, corporate image, comunicazione. Costruisce e arreda stabilimenti, uffici, hotels in Italia e all’estero: nel Settembre 2006 viene inaugurato il Bulgari Resort di Bali e nel 2007 Il Bulgari Restaurant and Cafè a Tokio. Nel campo dell’industrial design lavora per le più importanti aziende italiane e straniere:Ansorg, Arclinea, Axor-Hansgrohe, Aubrilam, B&B Italia, Flexform, Flos, Fusital, Guzzini, Iittala, Inda, Kartell, Maxalto, Sanitec Group – Pozzi Ginori, Simon Urmet, Technogym, Tre Più, Vitra. Nel campo della moda progetta e coordina concept per Alberto Aspesi, Cerruti, Emanuel Ungaro, Stefanel, Zegna Sport, De Beers. www.antoniocitterioandpartners.it (sotto: la “Kelvin” per FLOS nel 200 con Guyen)

Si chiama “Belvedere” la nuova collezione da esterno di Flos

A disegnarla Antonio Citterio in collaborazione con Toan Nguyen. Non ancora presente in catalogo per informazioni info@modaedesign.com

“Dalla collaborazione tra il designer italiano Antonio Citterio è il celebre marchio Flos è nata una collezione di lampade per uso esterno davvero eccezionale.

Si chiama Belvedere ed è una collezione di luci da esterno molto ampia che comprende modelli sia da terra che da parete in differenti altezze e disponibili in tre diverse versioni: Large, Small e Round.

Proprio questa vasta scelta di modelli e soluzioni permette di utilizzare la lampada Belvedere in svariate location e situazioni, dal giardino al terrazzo fino a spazi molto ampi.

Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, Belvedere è composta da una struttura in lega di alluminio, verniciata con vernice a polvere e finitura di colore bronzo.

Sono tre gli elementi di base che caratterizzano questo progetto: un disegno molto semplice ed essenziale, un attento studio tecnologico sui materiali e un’adeguata e innovativa fonte energetica a led.

Nata per integrarsi in modo armonioso e discreto con la natura e l’ambiente che la circonda, la lampada Belvede è un vero e proprio omaggio alla storia del giardino italiano!”

Personaggi: Tobia e Afra (Bianchin) Scarpa

Proseguiamo la carrellata di stringate biografie con un altro Lume del design del ‘900: Tobia Scarpa. E la moglie Afra.

1937 – Afra Bianchin nasce a Montebelluna (Treviso)
1957 – Tobia Scarpa realizza i primi lavori alle vetrerie Venini.
1957 – Inizia a lavorare con Afra Bianchin.
1959/60 – T. Scarpa realizza il primo progetto di design al corso di Arredamento tenuto da Franco Albini (poltroncina Pigreco)
1959/63 – Collabora col padre Carlo, docente dello I.U.A.V. (Istituto Universitario di Architetture di Venezia) a progetti di architettura di design
1969 – Si laureano in architettura alla Facoltà di Venezia, ma alle spalle hanno già un’attività professionale consolidata.
1960 – Partecipano attivamente alla nascita della ditta Flos.
1960/63 – Collaborano con Dino Gavina come designers e nascono il divano “Bastian”o ed il letto “Vanessa”.
1963 – Inizia la collaborazione con la ditta di Meda. 1964 – Collaborano con la ditta Stildomus il cui proprietario è Aldo Bartolomeo.
Incontrano Luciano Benetton per il quale progetteranno la prima fabbrica (il maglificio), la casa, e la catena di negozi, protagonista di un nuovo atteggiamento per la gestione della produzione, distribuzione e vendita, curando quindi l’immagine della società.
1966 – Progettano per la Eclisse e la Vico Magistretti
1981 – Progettano per la Goppion.
1986 – Collaborano con la Casas.
1987 – Collaborano con la Meritalia

Nel 1960 collaborarono con Gavina; il divano “Bastiano” ed il letto di metallo “Vanessa” sono attualmente gli articoli della collezione Knoll International di maggior successo.

Per Cassina, per il quale hanno disegnato una collezione completa di mobili per la casa, hanno creato la poltrona “Soriana” che vinse il Compasso D’Oro e la poltroncina 925 che è esposta alla Mostra permanente del “Museum of Modern Art” di New York.

Tobia Scarpa lavora dal 1960 con gli architetti Castiglioni come designer per Flos. La sua ultima creazione di successo è la lampada da terra “Papillona”.

“Coronado” e “Erasmo” sono il divano e la poltrona più famosi disegnata per B&B Italia.

Il sistema “Torcello”, progettato sedici anni fa per una serie di mobili prodotti da Stildomus, è ancora attuale.

Porta inoltre la loro firma il famoso letto “Morna” e il “Master”, serie completa di mobili per uffici direzionali di Uniform.

Si deve sempre a loro l’immagine dei negozi Benetton sparsi in tutta Europa e in America (Benetton, My Market, Jeans West, Tomato e Mercerie).

La loro opera spazia anche in campo architettonico che ingegneristico: il maglificio Benetton e la villa di Ponzano, il restauro di Villa Minelli, il restauro della casa di famiglia Fragiacomo a Trieste, la casa di famiglia Scarpa e la casa di famiglia Lorenzin ad Abano Terme, rappresentano solo alcuni dei loro lavori.

I loro disegni e progetti sono esposti nei principali musei mondiali e molti sono stati scelti per le numerose mostre internazionali di design e gli edifici pubblicati su riviste specializzate in Italia e all’estero.