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LAMPADA PIPISTRELLO NUOVI COLORI


pipistrello
design Gae Aulenti, 1965

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Lampada da tavolo o da terra a luce diffusa, regolabile in altezza telescopio in acciaio inox satinato diffusore in metacrilato opal bianco base e pomello in metallo verniciato nel colore bianco, testa di moro e nelle nuove versioni in rosso porpora e in alluminio satinato.

Table or floor lamp, diffused light adjustable height, glazed stainless steel telescope white opal methacrylate diffuser, base and knob of white or dark brown coated metal and in the new purple red and satinized aluminium versions.

Lampe ou lampadaire avec lumière diffusée, réglable en hauteur, télescope en inox brossé diffuseur méthacrylate opal blanc, base et poignée sphérique en métal peint en blanc, bien couleur marron foncé et dans les nouvelles versions en pourpre et en aluminium satiné.

Tisch - oder Bodenleuchte mit diffusem Licht höhenverstellbar Teleskop aus satiniertem Edelstahl
Diffusor in Methacrylat opalweiß Ständer und kugelgriff aus lackiertem Metall in weiß oder dunkelbraun und bei den neuen Ausführungen in purpurrot und satiniertem Aluminium.

Il Pipistrello cambia colore…

La lampada Pipistrello di Martinelli Luce disegnata nel 1965 dall’Arch. Gae Aulenti, dopo il successo di tanti anni viene presentata nel colore rosso porpora e in alluminio satinato.


Gae Aulenti

Laureata nel 1953 al Politecnico di Milano, dal 1955 al 1965 è nella redazione di Casabella- Continuità diretta da Ernesto Rogers. Dal 1956 esercita l’attività professionale a Milano, che comprende la progettazione architettonica, l’interior e l’industrial design, la scenografia teatrale.
Nel Gennaio 2005 ha fondato la Gae Aulenti Architetti Associati.
Dopo la realizzazione a Parigi del Museé d’Orsay (1980-86) e del nuovo allestimento del Musée National d’Art Moderne al Centre Pompidou (1982-85), ha curato la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia (1985-86) e in seguito l’allestimento in questa sede di numerose mostre temporanee, da “Futurismo & Futurismi” (1986) a “Da Puvis de Chavannes a Matisse e Picasso. Verso l’Arte Moderna” (2002).
I progetti più recenti comprendono: il nuovo accesso alla stazione S.Maria Novella a Firenze (1990); Palazzo Italia all’EXPO ‘92 di Siviglia; la nuova Galleria per Esposizioni Temporanee alla Triennale di Milano (1994); l’esposizione “The Italian Metamorphosis 1943-1968” al Guggenheim Museum di New York (1994), la ristrutturazione del Palazzo del Governo della Repubblica di San Marino (1991-1996); “Spazio Oberdan” a Milano, nuova sede della Fondazione Cineteca Italiana (1999); la ristrutturazione delle ex-Scuderie Papali presso il Quirinale a Roma, nuova sede per esposizioni temporanee inaugurata con la mostra “I Cento Capolavori dell’Ermitage. Impressionisti e Avanguardie” (1999); la riqualificazione di piazzale Cadorna a Milano (2000); l’esposizione “1951-2001 Made in Italy? Memoria” alla Triennale di Milano (2001); le stazioni “Museo” e “Dante” della Metropolitana e il ridisegno delle piazze Cavour e Dante a Napoli (1999-2002).
Il nuovo Asian Art Museum di San Francisco (incarico su concorso internazionale vinto nel 1996 in associazione con la joint venture HOK/LDA/RWA di San Francisco) è stato aperto al pubblico nel Marzo 2003. Il Museo Nazionale d’Arte Catalana a Barcellona è stato completato nel Dicembre 2004 con l’inaugurazione della parte dedicata all’arte del XX secolo. Sono state inaugurate nel corso del 2005 la sede dell’Istituto Italiano di Cultura a Tokio, oltre al Palavela di Torino, sede delle gare di pattinaggio artistico e short-track per i Giochi Olimpici Invernali 2006 e Piazza San Giovanni a Gubbio. Nel 2009 lo Showroom Swank, Pechino e la Biblioteca Comunale di Paderno Dugnano. Sono in corso: la realizzazione di “Città degli Studi” a Biella, campus universitario con una sede distaccata del Politecnico di Torino; la progettazione architettonica del nuovo lungolago di Meina (Novara); l’ampliamento di due centrali di termoutilizzazione di rifiuti solidi urbani in provincia di Rimini e Forlì ed il progetto di ampliamento dell’Aeroporto di Perugia. Tra i progetti in corso più recenti: la Biblioteca e il Centro Culturale di Paderno Dugnano (MI), la ristrutturazione di Palazzo Branciforte a Palermo, il progetto per il nuovo Aeroporto di Aosta, la ristrutturazione e recupero di Palazzo Vetus ad Alessandria, la Piazza Mario Pagano a Potenza e il progetto di ampliamento della Pinacoteca Civica a Monza.
Fra i più recenti progetti di allestimento, le esposizioni “1950-2000: Theater of Italian Creativity” (New York, Ottobre 2003); “Giorgio De Chirico. Gladiatori 1927-1929” (Villa Menafoglio Litta Panza a Biumo-Varese, Ottobre 2003); il nuovo allestimento per il Castello Estense di Ferrara, concepito come un racconto che ripercorre la storia del castello, aperto al pubblico nel Marzo 2004 con le due mostre “Una corte nel Rinascimento” e “Il Camerino di alabastro - Antonio Lombardo e la scultura all’antica”, sempre nel 2004 la mostra “Arti & Architettura 1900-2000” a Palazzo Ducale, Genova. Nel 2007 l’allestimento del Padiglione della Regione Campania alla fiera di “Vinitaly”, Verona. “Giorgio Morandi, collezionisti e amici” (Villa Menafoglio Litta Panza a Biumo-Varese, Settembre 2008). Nel 2009 presente alla esposizione “Artistes Femmes dans les Collectios du Centre Pompidou” a Parigi.
Premi e riconoscimenti: “Chevalier de la Legion d’Honneur” (Parigi, 1987); Membro Onorario dell’American Institute of Architects - Hon. FAIA (1990); Praemium Imperiale per l’Architettura The Japan Art Association (Tokyo, 1991); “Cavaliere di Gran Croce” al merito della Repubblica Italiana (Roma, 1995); laurea ad honorem dalla Rhode Island School of Design (Providence, USA 2001).

Un capolavoro del design: la lampada Pipistrello

    
 Giovanissima la Aulenti posa con la Pipistrello 
La lampada Pipistrello è considerata un capolavoro del design del novecento. Progettata da Gae Aulenti nel 1965, è stata messa in produzione due anni più tardi e da allora è ininterrottamente presente nel catalogo della Martinelli Luce, sino al 2007 quando, per festeggiare i 40 anni di vita, l’azienda lucchese ha voluto aggiornarla in senso hi-tech  con l’inedita finitura della base telescopica, in acciaio cromato o satinato. Di tali versioni - autografate dalla stessa Gae Aulenti - la tiratura è stata limitata a soli 500 pezzi.
La lampada Pipistrello segna una decisa svolta nell’attività di progettazione illuminotecnica da parte della Aulenti. Paragonata alla lampada con cui esordisce nel 1964 – la sferica lampada-vaso Giova per Fontana Arte (accanto a destra) – la nuova, realizzata per Elio Martinelli appare molto più definita e caratterizzata, sia per funzionamento che per riuscita estetica.

La Pipistrello, deve il suo nome alla forma del diffusore in metacrilato opale bianco che si divide in falde evocando le ali della creatura notturna. In pochissimo tempo incontrò il gusto del pubblico divenendo un oggetto design di culto. L’occasione che donò visibilità e notorietà alla lampada in campo internazionale fu l’esposizione Italy: The New Domestic Landscape, tenutasi nel 1972 al MOMA di New York, dove la Aulenti vi prese parte assieme ai suoi progetti. La rassegna americana, oltre a dare spazio alle nuove correnti in polemica col razionalismo, ebbe il merito di porre all’attenzione di tutto il mondo il fenomeno del design made in Italy.

L’eccezionalità della Pipistrello, è dovuta anche al sodalizio di Gae Aulenti con l’azienda di Elio Martinelli (per la quale realizzerà nel 1968 Ruspa, altra lampada da tavolo di successo, a lato) che in quegli anni produsse una serie di apparecchi illuminanti dal design fortemente innovativo. L’imprenditore lucchese infatti negli anni sessanta riusciva a trasformare l’impresa di famiglia dalla realtà della bottega a quella di azienda leader e di prestigio internazionale.  L’atteggiamento della Aulenti riguardo la progettazione delle lampade rispecchia quello tenuto nell’attività di progettazione architettonica. Formatasi durante il fervore creativo della Milano degli anni cinquanta, Gae Aulenti avvertì la necessità di andare oltre la freddezza del razionalismo architettonico. Tutte le sue realizzazioni non escludono mai i legami con la tradizione dell’architettura locale, che studia e recupera con grande sensibilità. Storici sono divenuti i suoi interventi di recupero e riconversione di importanti ‘monumenti’ di archeologia industriale, quale la ristrutturazione della Gare d’Orsay di Parigi, il riutilizzo del Lingotto a Torino, quello della Bicocca a Milano e più recentemente quello delle Scuderie del Quirinale a Roma, in cui gli edifici pur adeguati con strutture moderne al proprio interno, all’esterno continuano il dialogo con la città, senza mai atteggiarsi a protagonisti assoluti della scena. Dice l’Aulenti: ..se si opera a Parigi, a Barcellona, a Milano o a Roma, le condizioni culturali sono diverse. Capire queste diversità, e conoscerle, diventa, per chi si accinge a progettare, una necessità, in quanto si deve operare in continuità con la tradizione di un luogo.  

L’attività di Gae Aulenti, specie nel campo del design, non è stata sempre così ‘regolare’, anzi, ha imposto linguaggi nuovi, sorprendenti, spesso spaesanti. Nella progettazione, dimostra di saper tessere legami sottili con il passato, inserendo nel contempo, elementi di rottura e di discontinuità. Esempio migliore non poteva che essere rappresentato proprio dalla lampada Pipistrello, per la quale la Aulenti parte dalla forma classica del ‘paralume’, stravolgendola, però. Il risultato raggiunto appare stupefacente, perché la linea della lampada esprime una modernità ‘diversa’ ed inaspettata, affatto convenzionale, ottenuta sottoponendo l’archetipo del paralume agli influssi della storia dell’arte: l’andamento sinuoso, curvilineo, vagamente flamboyant, del fusto telescopico e del ‘cappello’, effettivamente non può non ricordare il profilo di alcune lampade libertyLa ricerca dell’architetto friulano non si esaurisce nell’evidenza formale, anzi rivolge la sua indagine anche nella direzione della versatilità e funzionalità dell’apparecchio: la Pipistrello, grazie suo al fusto telescopico – che può abbassarsi od elevarsi utilizzando un pomello nascosto al centro del diffusore – può essere variamente utilizzata in casa sia come lampada da tavolo che come lampada da terra, a seconda delle necessità.

Infine, a proposito della Pipistrello, che tra i tanti oggetti di industrial design progettati è quello a cui si dichiara più affezionata, Gae Aulenti dice:.. Non ho mai guardato una lampada sotto l’aspetto tecnico o come una macchina per produrre luce bensì come una forma in armonica relazione con il contesto per il quale è stata creata.

Scheda tecnica: lampada da appoggio e ad emissione di luce indiretta, è formata da un diffusore in metacrilato bianco opalino, da una base telescopica in alluminio, disponibile nelle finiture bianca, testa di moro, acciaio cromato, acciaio satinato. Nel diffusore in metacrilato sono alloggiate 4 lampadine ad incandescenza da 25W E14. Dimensioni: l’altezza varia a piacere da 66 sino ad 86cm; il diametro è di 55cm.

 

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