La barriera corallina a casa vostra? Scegliete Coral di Lumia!

Ovidio, all’interno delle Metamorfosi, scrive che il corallo nasce dal sangue di una delle Gorgoni, Medusa, quando Perseo la decapitò.

Poichè le Gorgoni avevano la capacità di rendere pietra tutto ciò che veniva a contatto con il solo loro sguardo, egli raccontava che fu proprio dal sangue di Medusa gettato alla schiuma delle onde e legato alle alghe del mare, che si sviluppò il tanto apprezzato cristallo.
Insomma una storia legata al mito è ciò che ispira la creazione Coral dell’azienda Lumia, un lampadario di murano dalla forma affascinante, misteriosa, profondamente suggestiva.
Disegnata da lomo studio design, la lampada Coral, composta da 210 vetrini di varie misure, è un prestigioso gioiello col quale nobilitare le proprie dimore. L’atmosfera di casa vostra verrà ad accendersi grazie alla luce diffusa e delicata della lampada. Ricordiamo che caratteristica principale di ciascuno dei prodotti firmati LUMIA è quella di essere interamente ed esclusivamente realizzati a mano e soffiati a bocca dagli abili maestri vetrai di Murano.
La lavorazione manuale del vetro avviene con il metodo della fusione, con la lavorazione a lume e con il metodo di soffiatura a bocca tipico della tradizione veneziana. Il Vetro, che si presenta in lastre di spessore variabile, prende varie forme grazie al taglio degli artigiani. Viene poi composto il disegno. Altri elementi indispensabili sono fili, sbruffi, graniglie e polveri. L’oggetto diviene così davvero un pezzo unico e personalissimo.

Curiosità sull’etimologia di Corallo: sulla parola corallo vi sono diverse ipotesi di derivazione.
Alcuni pensano che sia originata dal greco koraillon, che significa “scheletro duro”, per altri invece sempre dal greco ma dal termine kura-halos, cioè “forma umana”. Altri ancora, infine, fanno derivare il termine dall’ebraico goral, nome usato per le pietre utilizzate per gli oracoli in Palestina, Asia Minore e Mediterraneo, tra le quali ruolo preponderante era svolto appunto dai coralli. -fonte wikipedia-

Su Modaedesign potrete trovare ogni prodotto dell’azienda Lumia a un prezzo scontatissimo, in esclusiva per voi.

Vi lasciamo con delle preziose informazioni tecniche sul lampadario di murano Coral appena descritto.
Più sotto potrete leggere un breve profilo che vi racconta la storia e lo spirito che anima l’azienda Lumia, un marchio che riesce a connettere altissima qualità dell’oggetto con un prezzo iperconveniente.

Caratteristiche (materiali, colori, finiture)

Struttura composta da 210 vetri lavorati a mano, sospensione.

Lampadine: 5 E27 60W
Dimensioni: Diametro 40 cm.

Qualche parola sull’azienda LUMIA

LUMIA: “L’INNOVAZIONE NEL VETRO DI MURANO CHE SCATURISCE DALLA TRADIZIONE”

Lumia punta su due grandi valori della cultura italiana su cui fonda la sua identità:
la capacità di ideare lampade e lampadari di murano dal profilo altamente estetico, e l’abilità di crearli attraverso l’impiego delle più nobili tradizioni artigianali dei maestri muranesi.

In Lumia sono convinti che solo l’ispirazione e la cura umana di una lampada o un lampadario possono garantire al contempo fascino e unicità.

Questo è il cuore delle lampade decorative per illuminazione da interno che creiamo.

I Maestri Vetrai di Murano che realizzano le collezioni Lumia, sono custodi dell’antica sapienza scoperta e fiorita sull’isola veneziana di Murano e ricercata in tutto il mondo.

Fatti interamente a mano e soffiati a bocca, le lampade ed i lampadiri Lumia sono sempre frutto di un progetto studiato per fare incontrare funzionalità, valore di confort, esigenze decorative.

Lumia è garanzia di lampade e lampadari di Murano 100% Made in Italy.

Vistosi e il suo “Segreto Grande”…

Il nome del nostro lampadario moderno, “Segreto Grande“, sembra voler suggerire a colui che ne entrerà in contatto, ciò che ne è il costituto fondamentale: l’intramontabile misteriosa tecnica con cui operano i soffiatori lagunari di Vistosi, espertissimi maestri della lavorazione del vetro di Murano.

La nostra lampada a sospensione testimonia infatti il possibilissimo connubio tra tecnologia, design innovativo e la prestigiosa tradizione artigiana lagunare che l’azienda Vistosi riesce a realizzare da sempre in ciascuno dei suoi prodotti.

La personalissima tecnica della soffiatura a bocca del vetro, di cui sotto potrete leggere i passaggi chiave, dona a ciascuna delle lampade della collezione Segreto un tocco di unicità assoluta: essendo lavorate a mano, infatti, dalle fornaci non potranno mai uscire due elementi identici. La forma del lampadario è pura, lineare, ed i colori interni, topazio o cristallo o acqua mare, si alternano alle trasparenze creando un gioco di estremo fascino di spazi pieni e vuoti. Inoltre, le tonalità sembrano ricadere sul vetro adagiandosi ad esso come foulard di seta. Grazia, eleganza e pizzico di estro, permettono al lampadario di diventare una gemma d’arredo con la quale nobilitare la propria dimora. Infine, l’elaborata modalità di lavorazione, che fa del lampadario, lo ricordiamo, un misterioso “Segreto Grande”, offre un’ultima particolarità che accresce ancora di più il suo fascino suggestivo: a luce spenta, il colore del vetro risulta bianco. Ma non appena si accende la lampada, ecco che la sua cromaticità si fa manifesta, cangiando con delicatezza l’intero assetto!

Note Tecniche e Breve Descrizione del lampadario moderno Segreto Grande Vistosi (materiali, colori, finiture)
Descrizione: particolare tecnica di soffiatura rende il vetro bianco a luce spenta e leggermente colorato a luce accesa.
Colori: Lampadario in vetro soffiato decorato a fasce bianche ed interno colorato trasparente disponibile nei colori: bianco interno cristallo o bianco interno topazio; fino ad esaurimento scorte anche bianco interno acquamare. Parti metalliche color nichel satinato.
Lampadine: 2 E27 max 100 wattW
Dimensioni: larghezza: 16cm lunghezza: 32cm altezza: 32cm lunghezza filo max: 120cm

Lo sapevate che… Cos’è la tecnica della soffiatura?

La tecnica della soffiatura, che permette di soffiare il vetro al fine di donargli l’aspetto materico desiderato, venne scoperta in Medio Oriente, ed in particolare dai Fenici, alla fine del I secolo a.C. Visitando un’ antica officina muranense o lagunare, sembra di tornare indietro di quasi un millennio: dal momento della scoperta ad oggi, infatti, la tecnica della soffiatura non è mai più stata modificata, ma ha proseguito il suo corso, mantenendo invariato il suo segreto fino ai nostri giorni.
Dalla fornace a crogiolo (padella) l’artigiano preleva la quantità di vetro fuso cui vuol dare forma. Per farlo, di norma usa un tubo di ferro, detto “canna da soffio “. Poiché il materiale è troppo incandescente e fluido, e tende a colare, viene reso più freddo. Ciò consente all’enorme goccia (chiamata con diversi termini, secondo la località, tra cui “bolo”, “pera”) di assumere una forma vicina a quella del cilindro. In seguito, il soffiatore pone la canna in posizione verticale e inizia ad immettere aria nel bolo, facendolo a volte ruotare aiutandosi con pinze e forbici, il quale si gonfia a poco a poco mentre le sue pareti si fanno sempre più sottili. Per giungere alla sagoma prescelta, è necessario procedere in più momenti. Al termine della soffiatura l’oggetto può essere arricchito da altri componenti, ad esempio i piedi e i manici, che vengono posti, con l’utilizzo di boli di piccole dimensioni, sulla superficie già solidificata. Poichè questi elementi sono allo stato pastoso, possono essere ancora ben plasmati e modellati, prima che si saldino e solidifichino definitivamente. (fonti: www.triesterivista.it ; www.bidiboard.it; www.vitrum.it)

« Con la Terra e con il Fuoco »: il Vetro Soffiato

Il vetro è un prodotto ottenuto dalla silice e viene considerato un liquido ad alta viscosità e non un vero solido, in quanto non ha una regolare struttura cristallina interna.

Il vetro si prepara per fusione di miscele di silice, come quarzo e sabbia, e di carbonati metallici (di sodio, potassio, calcio, piombo). Dalla reazione si formano silicati metallici i quali costituiscono il vetro.

Tra le sue varietà, vi sono: il vetro comune, il cristallo incolore, i vetri per termometri, i vetri di quarzo etc.

Per ottenere i vetri colorati si aggiungono delle piccole quantità di ossidi metallici: di ferro per il verde, di cobalto per l’azzurro, di oro colloidale o di rame per il rosso, di stagno per i vetri lattei.

La fusione avviene in crogioli di alluminio molto resistenti al calore, scaldati in forni elettrici o a gas.

La lavorazione del vetro, a livello artigianale, non è affatto cambiata col passare dei secoli.

Non sono state inventate tecniche più avanzate della canna da soffio: il risultato dipende soprattutto dalla maestria e dal gusto artistico dell’ artigiano vetraio.

Se si va a visitare un’officina dove si creano oggetti in vetro e si assiste a tutte le fasi della lavorazione (A Murano i maestri vetrai sono ben lieti di dare pubblica dimostrazione della propria bravura) si avrà l’ impressione di essere tornati indietro di molti secoli.

Dalla fornace viene tolto il crogiolo dove si prepara la pasta vitrea.

Da questo il maestro preleva con l’estremità della canna da soffio la quantità di materiale, ancora rovente ed incandescente, che ritiene necessaria; in genere si tratta di una grossa goccia detta “bolo”.

Quindi con una serie di veloci operazioni, soffiando nel tubo mentre contemporaneamente lo fa ruotare, modella l’oggetto che vuole ottenere, aiutandosi con pinze e forbici, che gli vengono passate dal “garzone-apprendista”. Quando durante la lavorazione, la pasta vitrea si raffredda e solidifica, l’oggetto ancora incompiuto tenuto da pinze dal lungo manico, viene riscaldato, nella fornace, per poterlo modellare agevolmente.

Poiché quasi tutte le fasi delle operazioni sono dovute all’ improvvisazione dell’ artigiano e alla temperatura della pasta vitrea, non potrà mai nascere un oggetto perfettamente identico ad un altro.

Il vetro veneziano è da sempre sinonimo di raffinatezza e buon gusto, ma pochi ne conoscono la storia millenaria dai risvolti affascinanti e sempre attuali.

Il vetro veneziano vanta una tradizione millenaria poiché il primo documento che dia testimonianza di una vetreria attiva a Venezia, risala a oltre mille anni fa e precisamente si data anno 982.

Nel periodo “ buio ” della storia dell’ umanità, nel medioevo,l’arte vetraia veneziana, erede di tradizioni islamiche e bizantine, si distingueva per l’elevato livello della propria produzione.

Già a cavallo tra il duecento e il trecento,importanti casate nobiliari d’ Europa,commissionavano alle vetrerie veneziane importanti bicchieri tuttora conservati nei musei.

Con l’utilizzo di pochi e semplici attrezzi in ferro, i maestri vetrai plasmano il vetro con abilità e perizia che nessuna scuola può mai insegnare e come in un vecchio laboratorio medioevale, i giovani possono apprendere le tecniche e l’arte solo dai vecchi maestri e con l’umiltà necessaria a chi si vuole avvicinare a questo magico mondo del vetro.

La tradizione veneziana ha le sue radici nella decisa volontà di esaltare la duttilità del vetro e la sua possibilità di essere soffiato e modellato dando quindi sfogo alla più variegata fantasia del maestro che è artefice di una artigianalità che non ha confronti in alcun altro materiale.

Nel nostro secolo questo enorme patrimonio storico ed artistico viene valorizzato con la produzione di importanti pezzi che si ispirano alla storia del vetro veneziano abbinando anche nuove tecniche e soluzioni che danno ad ogni pezzo la possibilità di integrarsi in ogni ambiente con una prepotente sensazione di classe e di buon gusto.

Ogni pezzo, frutto di attente e laboriose ricerche storiche, è destinato a rivalutarsi nel tempo ed è in realtà un pezzo “unico” in quanto prodotto esclusivamente a mano e senza l’ausilio di stampi e di moderne attrezzature.

Nella foto la “Sphère” di Vistosi, in vetro soffiato

Aziende: AV Mazzega


Affondano nella nobile tradizione vetraria veneziana le radici di AVMazzega, fondata nel 1946 da Gianni Bruno Mazzega a Murano, terra di fornaci, di maestri, serventi e serventini che ancora oggi custodiscono gelosamente, tramandandole alle generazioni future, secolari tecniche di lavorazione del vetro lavorato a mano.

Oggi AVMazzega si rinnova sotto la guida del figlio Andrea Mazzega senza tradire le proprie origini, reinterpretando con passione e tenacia l’eredità muranese, invitando designers internazionali dagli eterogenei linguaggi espressivi a confrontarsi con le alchimie di sabbie, ossidi e polveri di questa magica isola di Murano.

Il risultato è una sorprendente proposta di lampade in vetro che si confrontano con la contemporaneità in vibrante equilibrio tra arte ed industria, tradizione e modernità.

La perfetta imperfezione

AVMazzega porta con sé secoli di esperienza ed artigianalità, passione e tenacia nel praticare l’arte del vetro.

Ogni creazione è frutto di un meticoloso lavoro artigianale, dal sapiente gioco di squadra e dalla destrezza dei maestri vetrai che lavorano il vetro rispettando regole di lavorazione che traggono origini nell’isola della laguna.

Alla qualità della tradizione AVMazzega aggiunge l’avanguardia e la ricerca del design collaborando con agenzie molto famose e prestigiose in questo settore (nella foto: Air Can di Mazzega)

AVMazzega… …il vetro di Murano

Zante della Collezione Eclettici
Zante della Collezione Eclettici

Il vetro è fatto di sabbie, ossidi, polveri: sostanze semplici che acquistano carattere e dignità nella fornace nell’ostinato desiderio di bellezza dell’uomo. Da più di cinquant’anni AVMazzega trasforma in oggetti e luce le materie più elementari, riunendo terra, fuoco e acqua nella felice sintesi lagunare dell’isola di Murano. AVMazzega oggi presenta una capacità produttiva articolata in sei linee principali, in un contesto organizzativo agile e versatile: la perfetta conoscenza dei materiali permette la realizzazione interna di ogni componente in vetro.