HOME CHRISTMAS STYLE 2013: QUATTRO IDEE PER ILLUMINARE IL TUO NATALE CON LO STILE GIUSTO

Cerchi l’ispirazione giusta per ILLUMINARE al meglio la tua casa in vista del prossimo Natale? Modaedesign ti propone quattro lampade da abbinare a quattro living decorati in modi molto differenti tra loro, da cui poter prendere qualche spunto di ispirazione!

A Natale al centro di tutte le attenzioni c’è lei, la casa: protagonista indiscussa della convivialità, viene ad assumere durante le Feste un aspetto tutto particolare, che la rende ancora più unica.

Per questo motivo occorre stare bene attenti a come decorarla, quali addobbi adoperare, decorazioni natalizie usare,  e quali accessori adeguati farle indossare. Ci vuole tanta cura e molta passione per rendere la casa un luogo all’altezza del periodo natalizio!

Anche una semplice lampada può aiutare a cambiare il volto della casa che deve essere pronta ad accogliere i parenti in arrivo!

Entrando in casa, la famiglia ha bisogno di sperimentare ad un solo sguardo tutto il calore e la magia che rendono questo periodo il più amato dell’anno!

Per creare una bella atmosfera di Natale ci vogliono lampade e componenti di arredo giusti. Occorre, per trovarli, innanzitutto capire lo stile che si vuole seguire, la tendenza più corrispondente al proprio modo di concepire la casa.

Tantissimi e diversissimi sono infatti le modalità con cui si possono arredare le pareti domestiche!

Oggi ve ne mostrerò quattro, abbinando a ciascuno stile quattro lampade  che mi sono sembrate a lui più congeniali…!

STILE CLASSICO

L’albero, le calze sul camino, le ghirlande fanno da spia ad uno stile perfettamente in linea con la più diffusa delle tendenze natalizie. Lo stile è classico, predominano i tipici colori di Natale: rosso, oro e verde scuro.

Ancora la corrente stilistica più diffusa, soprattutto nelle case di noi italiani, questo modo tradizionale di decorare la casa dona al salotto un’atmosfera calda ed accogliente che fa tantissimo…Natale! Per questo salotto occorre una lampada come Roary di Olux.

STILE NORDICO

La seconda tendenza che vi mostriamo è quella scandinava, stile di assoluto fascino che continua a riscuotere sempre più successo nel mondo del design contemporaneo.

Il Natale è davvero vissuto in chiave nordica: il colore del freddo e della neve quello predominante.Le decorazioni sono più moderne ed essenziali e il salotto è trasformato in un luogo elegantissimo e romantico!

Per questa tipologia di living proponiamo una serie di lampade moderne, tutte contraddistinte da un design minimal oppure da un materiale come il legno, caldo e avvolgente.

 

In questo interno scandinavo, lampade perfette sarebbero un MUST HAVE come l’Arco o RAY della Flos, oppure una serie di DAMASCO di VISTOSI o ancora una LUZIFER LAMPS, dal carattere inconfondibile.

Link, Mikado, Tilt: tutte collezioni meravigliose, realizzate in legno da esperti artigiani del design.

SHABBY CHIC STYLE

Ho trovato molto curioso anche questo interno natalizio in stile shabby chic… Per le romantiche che hanno sempre sognato di abitare in una casa delle bambole… E’ davvero perfetto!

La lampada più adeguata per un salotto in stile shabby chic che anche a Natale vuole esaltare l’amore per il chic retrò … E’ sicuramente la Marea di Patrizia Volpato, una lampada lussuosa, sicuramente per poche elette, romantiche e passionarie.

STILE CREATIVO

Infine ecco un ultimo interno natalizio, molto caratteristico ed originale, anche i colori non sono i soliti e… l’idea dell’albero così progettato è proprio curiosa! Lo stile è davvero “Creativo”. A me è piaciuto, e può darvi qualche bella idea per dare nuova vita al soggiorno!

Per un salotto così alternativo, che ama distinguersi per lo stile tutto personale, occorre una lampada originale e curiosa come HOMOLOGY o LA LA LAMP di Kundalini.

 

Salone del Mobile 2011: in anteprima la Collezione Tablò di Vistosi e Abet Laminati, “oltre i confini della luce”

Il prossimo Salone del Mobile sta per raggiungere Milano-Rho Fiera anche quest’anno, accompagnato da Euroluce, la manifestazione internazionale a cui partecipano le più importanti aziende d’illuminotecnica, e ivi espongono i loro prodotti di alto design e le novità della casa. Modaedesign è andata a curiosare tra le aziende, scoprendo delle interessantissime anteprime di luce. E’ il caso di Tablo’, una collezione di lampade in vetro soffiato lucido abbinato al laminato con funzione strutturale, progettata dal Designer Mauro Olivieri e frutto della partnership tra Vistosi e ABET LAMINATI.

Risultato di oltre un anno di lavoro e sperimentazione, il modello è stato appena depositato da Vistosi all’ufficio brevetti.

La struttura è composta da forme lunghe e irregolari eseguite tramite la tecnica di soffiatura a bocca, estremamente complessa, nelle due fasi di esecuzione e messa a punto degli stampi.

Il fissaggio del vetro, grazie ad un’ingegnerizzazione d’eccezione, è stato ottenuto senza l’utilizzo di viti. Inoltre il laminato viene utilizzato, per la prima volta nel settore dell’illuminotecnica, come agente strutturale che contribuisce a creare un complesso di estrema originalità.

La precisa stampa di ABET LAMINATI inoltre permetterà a Tablò di raggiungere una composizione tutta personale: le finiture superficiali vengono infatti rese con speciali texture, che possono variare e presentarsi in linee color tabacco su fondo azzurro, oppure in toni del bianco, tabacco in tinta unita.

Le lampade Tablò, infine, sono state pensate per favorire un efficace risparmio energetico e nello stesso tempo per garantire un’illuminazione intensa e diffusa.

Molteplici sono i modelli di installazione attuabili: la Collezione Tablò può presentarsi a una o a due luci, con vetri simmetrici o asimmetrici, e da una a quattro lampade fluorescenti da 40w, nella versione grande a due luci.

Come si può osservare, il corpo di luce è dunque finemente elaborato, e curato fino ai minimi dettagli. Ciò colpisce e si pone in affascinante contrapposizione, se si pensa al taglio e alla forma dell’oggetto, che vede nella sua naturale imperfezione il suo valore principe.

Profilo Biografico-Professionale del Designer Mauro Olivieri
Mauro Olivieri si laurea alla facoltà di architettura di Genova. Nel 1986 apre lo studio Laboratorio Maio, un centro di creatività e di immagine. Il suo lavoro ha come fondamento la ricerca e lo studio di nuovi materiali, naturali e derivati in particolare, e tecnologie produttive, in una rivisitazione dei contenuti formali e tipologici al fine di migliorare la vivibilità degli spazi di lavoro e abitativi. Fin dall’inizio la sua metodologia di progettazione d’interni viene riconosciuta originalissima e stimata a livello internazionale. La sua attività si è poi lanciata verso grandi progetti espositivi in Italia, Olanda, Germania, Francia. Diventa direttore artistico di rinomate società nel settore della comunicazione e della progettazione. Dal 1994 studia e opera per il recupero degli sfridi di produzione: il suo scopo è quello di una rievocazione e riconversione degli “oggetti morti”, che vengono recuperati e ri-animati nelle installazioni e in eventi fieristici. Realizza inoltre formidabili interventi di ristrutturazione dello “spazio casa”, come ad esempio la casa di Gèrard Gayou (noto critico di design e arte) del 1998 a Siviglia.

Si ringraziano le aziende Vistosi e Abet Laminati per le preziose informazioni offerte.

Vistosi e il suo “Segreto Grande”…

Il nome del nostro lampadario moderno, “Segreto Grande“, sembra voler suggerire a colui che ne entrerà in contatto, ciò che ne è il costituto fondamentale: l’intramontabile misteriosa tecnica con cui operano i soffiatori lagunari di Vistosi, espertissimi maestri della lavorazione del vetro di Murano.

La nostra lampada a sospensione testimonia infatti il possibilissimo connubio tra tecnologia, design innovativo e la prestigiosa tradizione artigiana lagunare che l’azienda Vistosi riesce a realizzare da sempre in ciascuno dei suoi prodotti.

La personalissima tecnica della soffiatura a bocca del vetro, di cui sotto potrete leggere i passaggi chiave, dona a ciascuna delle lampade della collezione Segreto un tocco di unicità assoluta: essendo lavorate a mano, infatti, dalle fornaci non potranno mai uscire due elementi identici. La forma del lampadario è pura, lineare, ed i colori interni, topazio o cristallo o acqua mare, si alternano alle trasparenze creando un gioco di estremo fascino di spazi pieni e vuoti. Inoltre, le tonalità sembrano ricadere sul vetro adagiandosi ad esso come foulard di seta. Grazia, eleganza e pizzico di estro, permettono al lampadario di diventare una gemma d’arredo con la quale nobilitare la propria dimora. Infine, l’elaborata modalità di lavorazione, che fa del lampadario, lo ricordiamo, un misterioso “Segreto Grande”, offre un’ultima particolarità che accresce ancora di più il suo fascino suggestivo: a luce spenta, il colore del vetro risulta bianco. Ma non appena si accende la lampada, ecco che la sua cromaticità si fa manifesta, cangiando con delicatezza l’intero assetto!

Note Tecniche e Breve Descrizione del lampadario moderno Segreto Grande Vistosi (materiali, colori, finiture)
Descrizione: particolare tecnica di soffiatura rende il vetro bianco a luce spenta e leggermente colorato a luce accesa.
Colori: Lampadario in vetro soffiato decorato a fasce bianche ed interno colorato trasparente disponibile nei colori: bianco interno cristallo o bianco interno topazio; fino ad esaurimento scorte anche bianco interno acquamare. Parti metalliche color nichel satinato.
Lampadine: 2 E27 max 100 wattW
Dimensioni: larghezza: 16cm lunghezza: 32cm altezza: 32cm lunghezza filo max: 120cm

Lo sapevate che… Cos’è la tecnica della soffiatura?

La tecnica della soffiatura, che permette di soffiare il vetro al fine di donargli l’aspetto materico desiderato, venne scoperta in Medio Oriente, ed in particolare dai Fenici, alla fine del I secolo a.C. Visitando un’ antica officina muranense o lagunare, sembra di tornare indietro di quasi un millennio: dal momento della scoperta ad oggi, infatti, la tecnica della soffiatura non è mai più stata modificata, ma ha proseguito il suo corso, mantenendo invariato il suo segreto fino ai nostri giorni.
Dalla fornace a crogiolo (padella) l’artigiano preleva la quantità di vetro fuso cui vuol dare forma. Per farlo, di norma usa un tubo di ferro, detto “canna da soffio “. Poiché il materiale è troppo incandescente e fluido, e tende a colare, viene reso più freddo. Ciò consente all’enorme goccia (chiamata con diversi termini, secondo la località, tra cui “bolo”, “pera”) di assumere una forma vicina a quella del cilindro. In seguito, il soffiatore pone la canna in posizione verticale e inizia ad immettere aria nel bolo, facendolo a volte ruotare aiutandosi con pinze e forbici, il quale si gonfia a poco a poco mentre le sue pareti si fanno sempre più sottili. Per giungere alla sagoma prescelta, è necessario procedere in più momenti. Al termine della soffiatura l’oggetto può essere arricchito da altri componenti, ad esempio i piedi e i manici, che vengono posti, con l’utilizzo di boli di piccole dimensioni, sulla superficie già solidificata. Poichè questi elementi sono allo stato pastoso, possono essere ancora ben plasmati e modellati, prima che si saldino e solidifichino definitivamente. (fonti: www.triesterivista.it ; www.bidiboard.it; www.vitrum.it)

« Con la Terra e con il Fuoco »: il Vetro Soffiato

Il vetro è un prodotto ottenuto dalla silice e viene considerato un liquido ad alta viscosità e non un vero solido, in quanto non ha una regolare struttura cristallina interna.

Il vetro si prepara per fusione di miscele di silice, come quarzo e sabbia, e di carbonati metallici (di sodio, potassio, calcio, piombo). Dalla reazione si formano silicati metallici i quali costituiscono il vetro.

Tra le sue varietà, vi sono: il vetro comune, il cristallo incolore, i vetri per termometri, i vetri di quarzo etc.

Per ottenere i vetri colorati si aggiungono delle piccole quantità di ossidi metallici: di ferro per il verde, di cobalto per l’azzurro, di oro colloidale o di rame per il rosso, di stagno per i vetri lattei.

La fusione avviene in crogioli di alluminio molto resistenti al calore, scaldati in forni elettrici o a gas.

La lavorazione del vetro, a livello artigianale, non è affatto cambiata col passare dei secoli.

Non sono state inventate tecniche più avanzate della canna da soffio: il risultato dipende soprattutto dalla maestria e dal gusto artistico dell’ artigiano vetraio.

Se si va a visitare un’officina dove si creano oggetti in vetro e si assiste a tutte le fasi della lavorazione (A Murano i maestri vetrai sono ben lieti di dare pubblica dimostrazione della propria bravura) si avrà l’ impressione di essere tornati indietro di molti secoli.

Dalla fornace viene tolto il crogiolo dove si prepara la pasta vitrea.

Da questo il maestro preleva con l’estremità della canna da soffio la quantità di materiale, ancora rovente ed incandescente, che ritiene necessaria; in genere si tratta di una grossa goccia detta “bolo”.

Quindi con una serie di veloci operazioni, soffiando nel tubo mentre contemporaneamente lo fa ruotare, modella l’oggetto che vuole ottenere, aiutandosi con pinze e forbici, che gli vengono passate dal “garzone-apprendista”. Quando durante la lavorazione, la pasta vitrea si raffredda e solidifica, l’oggetto ancora incompiuto tenuto da pinze dal lungo manico, viene riscaldato, nella fornace, per poterlo modellare agevolmente.

Poiché quasi tutte le fasi delle operazioni sono dovute all’ improvvisazione dell’ artigiano e alla temperatura della pasta vitrea, non potrà mai nascere un oggetto perfettamente identico ad un altro.

Il vetro veneziano è da sempre sinonimo di raffinatezza e buon gusto, ma pochi ne conoscono la storia millenaria dai risvolti affascinanti e sempre attuali.

Il vetro veneziano vanta una tradizione millenaria poiché il primo documento che dia testimonianza di una vetreria attiva a Venezia, risala a oltre mille anni fa e precisamente si data anno 982.

Nel periodo “ buio ” della storia dell’ umanità, nel medioevo,l’arte vetraia veneziana, erede di tradizioni islamiche e bizantine, si distingueva per l’elevato livello della propria produzione.

Già a cavallo tra il duecento e il trecento,importanti casate nobiliari d’ Europa,commissionavano alle vetrerie veneziane importanti bicchieri tuttora conservati nei musei.

Con l’utilizzo di pochi e semplici attrezzi in ferro, i maestri vetrai plasmano il vetro con abilità e perizia che nessuna scuola può mai insegnare e come in un vecchio laboratorio medioevale, i giovani possono apprendere le tecniche e l’arte solo dai vecchi maestri e con l’umiltà necessaria a chi si vuole avvicinare a questo magico mondo del vetro.

La tradizione veneziana ha le sue radici nella decisa volontà di esaltare la duttilità del vetro e la sua possibilità di essere soffiato e modellato dando quindi sfogo alla più variegata fantasia del maestro che è artefice di una artigianalità che non ha confronti in alcun altro materiale.

Nel nostro secolo questo enorme patrimonio storico ed artistico viene valorizzato con la produzione di importanti pezzi che si ispirano alla storia del vetro veneziano abbinando anche nuove tecniche e soluzioni che danno ad ogni pezzo la possibilità di integrarsi in ogni ambiente con una prepotente sensazione di classe e di buon gusto.

Ogni pezzo, frutto di attente e laboriose ricerche storiche, è destinato a rivalutarsi nel tempo ed è in realtà un pezzo “unico” in quanto prodotto esclusivamente a mano e senza l’ausilio di stampi e di moderne attrezzature.

Nella foto la “Sphère” di Vistosi, in vetro soffiato

Angelo Mangiarotti e l’intuizione “Giogali”



Alla fine dei ’60 l’architetto Angelo Mangiarotti, moto impegnato attorno al tema della prefabbircazione ediliza, declina l’idea del componente semilavorato alla scala dell’arredo. Nel 1967 disegna un insolito lampadario per Vistosi formato da un unico anello di vetro oppurtunamente piegato a guisa du gancio per collegare tra loro molti isngoli elementi. A partire da quell’elementare cellula è possibile immaginare singoli elementi o spettacolari cascate di luce. Da quell’idea il lamapadario Giogali Sotto una stringata biografia del grande designer (fonte: Enrico Morteo, Grande Atlante del Design, Milano, Electa, 2008).

Angelo Mangiarotti Nato a Milano nel 1921, è uno dei maggiori protagonisti italiani del design. Dopo una laurea conseguita al Politecnico di Milano inizia la sua attività proprio nel capoluogo lombardo, aprendo nel 1955 uno studio con Bruno Morassutti. Architetto, urbanista, designer e scultore Mangiarotti è uno dei pochi architetti italiani a godere di fama internazionale, tanto da ricevere, nel 1998, la laurea Honoris Causa in Ingegneria presso la Technischen Universitat di Monaco. Ha al suo attivo centinaia di progetti e realizzazioni. Un’attività riconosciuta a livello internazionale con mostre, pubblicazioni e onorificenze. “I suoi progetti (architetture, mobili, posate, vasi) – è stato scritto di lui – sono di volta in volta “geometrici”, “tecnologici”, “organici” secondo le mille, mutevoli condizioni che vincolano tutti i progetti di qualità€Ha fatto numerose mostre, una delle quali a Chicago, impostate proprio sui linguaggi della materia. Ha lavorato, tra gli altri, per Cassina, Snaidero, Poltronova.E’ tra i fondatori dell’Associazione per il Disegno Industriale e da sempre èarticolarmente attento alle problematiche della produzione industriale e della prefabbricazione. Nel 1989 ha fondato la Mangiarotti & Associati con sede a Tokyo.

Le promozioni di Modaedesign: Marblé di Vistosi a 531 euro

Caratteristiche / (materiali, colori, finiture)
Lampada da tavolo con diffusore in vetro soffiato bianco con scaglie d’argento e macchie cristallo lavorato a mano. Parti metalliche color nichel satinato.

Stile: moderno
Lampadine: 3 E27 max 40 wattW
Dimensioni: diametro: 45cm altezza: 18cm lunghezza stelo: 25cm

DESIGNER:
Paolo Crepax e Silvio Zanon, 2007

prezzo: 531 euro invece di 708 e in spedizione gratuita

Le promozioni di Modaedesign: Giogali di Vistosi a 1053 euro


Giogali di Vistosi
Il lampadario Giogali, prende il nome dal termine veneto “giongher” che indica il laccio utilizzato in campagna per legare il carro al giogo. Progettata da Angelo Mangiarotti per la Vetreria Vistosi nel 1967, la lampada Giogali introduce una nuova concezione nell’uso del vetro. L’elemento base è costituito da un anello piegato che, agganciandosi in serie forma catene di cristallo, a loro volta componibili, che possono costituire infinite soluzioni formali. La collezione di lampade è composte da elementi in cristallo interamente realizzati a mano e componibili a piacere su di strutture metalliche standard o realizzate su specifiche del cliente. La nuova versione Giogali 3D presenta un nuovo tipo gancio, sempre in vetro, progettato in modo da permettere l’unione agli altri anelli in quattro direzioni per formare una maglia continua con caratteristiche di una grande flessibilità di installazione nello spazio

Caratteristiche / (materiali, colori, finiture)
Lampadario costituito da elementi in cristallo interamente realizzati a mano e strutture metalliche color cromo. Su richiesta si possono realizzare composizioni colorate nei colori: argento, ambra, topazio, rosso, blu, fumè, fucsia, giallo, verde, contattando il nostro team.

Stile: moderno
Lampadine: 1 E27 max 100 wattW
Dimensioni: diametro: 50cm altezza: 50cm lunghezza filo max: 85cm

Prezzo: 1053 euro invece di 1404