Un weekend di Design: le meraviglie del Fuori Salone portano tutte la firma di Spouf!

Diario di Bordo.
Milano. Venerdì sera. Ore 18.30.
Sta per concludersi la settimana del design e non sono ancora passata per zona Tortona: non posso perdermi un evento simile, e mancano troppi pochi giorni per attendere oltre! Prendo la macchina di volata, l’autostrada non è neppure troppo immersa dal traffico. Arrivo a Milano e decido di parcheggiare in zona Buonarroti per evitare il classico delirio da posto auto introvabile. Infine mi dirigo alla metro, munita di borsa a tracolla – onde evitare imprevisti spiacevoli – fotocamera digitale – “altrimenti cosa sono venuta a fare”– e una gran dose di pazienza, data la ressa di gente che già si accalca alle porte d’ingresso.

Dopo attimi di tensione per il mezzo di trasporto “eccezionalmente” sovraccarico, scendo a Porta Genova, ma per trovare un minuscolo e personale spazio vitale dovrò aspettare ancora un po’: il ponticciolo che conduce alle strade d’interesse è molto stretto, ed essendo l’unica via d’accesso possibile sono costretta ad attraversarlo spalla a spalla a una miriade di sconosciuti, trascinata da un fiume di uomini e donne di ogni età, forma, colore che scorre lento sulla passerella.

In quella mezzora di coda penso a tante cose. Che siamo tutte persone irripetibili ed uniche, e nello stesso tempo che siamo mosse da desideri identici: ciascuno sostenuto da un cuore che lo spinge, in questo caso anche fisicamente, alla ricerca sfrenata di tutto ciò che di bello, buono e vero c’è in questa strana vita.

Il design mostra così la sua più grande qualità: quella di rendere l’arte un bene pubblico e condivisibile, e per questo riesce ad affascinare tutti, sia i professionisti che lavorano da anni nel settore, sia la gente comune, che magari non capisce granché delle varie tecnologie o degli artisti di fama, eppure è il metro di paragone più importante per riconoscere se un dato oggetto è attraente o non lo è, se vale la pena spendersi (e spendere) per esso o meno.

Finalmente passato il “pericolo percosse involontarie”, mi ritrovo presso via tortona: design, musica e tecnologia si susseguono ad ogni cantone. Anche le comuni bancarelle si vestono a nuovo per l’occasione, proponendo dei cartelli tra il divertente ed il trash: “Ecco a voi i tramezzini di design”; “Solo qui i prezzi più convenienti del Fuori Salone…” Il tutto nella speranza di attrarre l’occhio prima, e il portafoglio poi, del visitatore più affamato!

Sui marciapiedi alcuni artisti di strada danno prova di grande maestria, disegnando e graffitando sul muro volti, oggetti e universi suggeriti dalla loro fantasia creativa.

Scelgo la prima Tappa: la Terrazza 14.

Un brulicare di giovani che scherzano sornioni tra loro mi inonda col suo chiassoso parlottìo non appena varco la soglia arcuata. Evidente in quei volti è il desiderio di una risata corposa e gratuita quale effetto naturale di un sano e meritato momento di relax.


Con in mano una birra o un cocktail acquistato nello spazio-bar antistante, ragazzi e ragazze chiaccherano a gruppetti sparsi, in molti comodamente seduti sulle frizzanti creazioni di Spouf!

Le collezioni Boomerang e Wave infatti, a mo’ di divanetti e poltroncine, fanno da delizioso e comodo elemento d’arredo, decorando con stile e originalissima sobrietà la piazza, e servendo con dovizioso estro una ghermita folla festosa, resa un po’ stanca solo dal caos che la attornia.

A sinistra una porta mi guida più in sù. Noto, salendo, anche lo spettacolare lampadario Oceano di Lumia, che fa da prestigioso strumento di luce presso un piccolo stand allestito a fianco del piano bar.

Mi incammino verso la Terrazza, e dopo aver passato tre piani di scalini, mi accoglie uno spettacolo davvero mozzafiato: un tramonto milanese all’insegna del design di Spouf e della luce di Lumia…
Ne è proprio valsa la pena!

Continua …

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