Philippe Starck, «il più grande designer francese del secolo»

Per Stark, oltre a una dimenione “etica” del progetto, da un punto di vista ecologico, funzionale, produttivo, ciò che appare di fondamentale importanza la tensione e produrre “emozione” nel pubblico più vasto possibile.

“Parigino doc, Starck, nato nel 1949, è il più famoso designer francese del secolo. A soli 19 anni apre il suo primo studio di design, collabora con Pierre Cardin, ed entra così in contatto con il mondo della moda. Corre l’anno 1968. Ama viaggiare, si ferma qualche tempo negli Stati Uniti per poi tornare in Francia. Progetta Les Bains Douches, locale branché, poi il Café Costes al Beaubourg (1984), dove tutti andavano a vedere il maxi orologio appeso all’ingresso e i lavandini a fontana delle toilette, una vera novità. Gli anni ’80 aperti a tutto ciò che è nuovo, pazzi per tutto ciò che fa moda o si muove intorno alla moda, ne decretano un successo trionfale, che continua tuttora. Ha disegnato di tutto, ha anche progettato opere d’architettura, ma è per gli oggetti di uso quotidiano che lo amiamo, per le piccole cose, che fanno più belle le nostre giornate e rendono più accoglienti le nostre case, i luoghi dove andiamo a fare spese o dove lavoriamo. Se è vero che il concetto di design nasce in Svezia con l’idea di rendere esteticamente piacevoli gli oggetti più banali, Starck ha creduto nell’idea e l’ha portata avanti con la gioia di vivere che gli appartiene. Grazie a lui il design è entrato nelle case non solo degli happy few, ma democraticamente appartiene a molti, se non a tutti, come un diritto al bello. Con Kartell festeggerà vent’anni di collaborazione, fra i tanti ricordiamo, Marie, la sedia in poliuretano trasparente.”,

Philippe (Philip) Stark, considerato il più grande designer francese vivente

Di questo grande artista contempraneo più che semplice designer, su Modaedesign potete acquistare la lampada “Ara” (1988), corno zoomorfo da cui esce un raggio di luce, frutto della sua collaborazione con Flos (foto sotto) e vero pilastro nella storia del design del ‘900. Nella foto in apertura il prototipo 1992 Aprilia di Starck (fonti: Bhaskaram Lakshmi, Il tempio del design, tr. it. Modena, Logos, 2006; Matteo Vercelloni, Breve storia del design italiano, Carrocci, Roma, 2008)

Praticamente due gocce d’acqua…

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Veramente impressionante la somiglianza col cane dei Peanuts di questa lampada creata dai “Castiglioni Brothers” sul finire degli Anni Sessanta ancora una volta per Flos e riedita per Euroluce 2003

Modaedesign la propone oggi a 680 euro ed in spedizione gratuita.

Lampada da tavolo Snoopy, Flos, design Achille e Pier Giacomo Castiglioni, 1967.
Base in marmo bianco e riflettore in metallo verniciato nero.
Dimensioni: h. cm. 37; diametro diff. cm. 39.5.
Lampadina: 1x150W – E27 HSGS/F inclusa
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Da Wikipedia la storia dell’illuminazione in 20 righe

Come si sa l’antesignana della lampada è la “lucerna”, wikipedia percorre sinteticamnte la storia l’esigenza di illuminazione dalla lucerna ai giorni nostri.

Fin dall’antichità l’uomo ha inventato sistemi per procurarsi la luce. I greci e romani usarono lampade ad olio di origine vegetale, soprattutto olio di oliva. Altri popoli nel medio oriente utilizzavano il petrolio che affiorava spontaneamente in superficie in alcune zone. Questi oggetti erano costituiti da contenitori in terracotta, bronzo, ottone o altro materiale in cui era contenuto l’olio; in un beccuccio laterale era inserito uno stoppino su cui bruciava il combustibile attirato per capillarità. Rispetto alle candele la luce prodotta è più intensa. Oggi sono ancora usate lampade a kerosene, basate su principi simili ma che producono una luce ancora più intensa.

Gli esempi più antichi di lampade sono quelle a combustione di grassi liquidi consistenti in un recipiente contenente il combustibile nel quale era immersa in parte una miccia, detta comunemente stoppino, alla cui estremità libera ardeva il liquido assorbito per capillarità.

Attraverso i secoli questa forma di illuminazione ha avuto diverse evoluzioni essendo costruita in vari materiali fra i quali la terracotta e il ferro. Le prime lampade aventi una struttura in metallo appartengono al XIV secolo e potevano essere portatili o fisse. Quelle portatili erano dotate di un fusto sottile di metallo, con un anello all’estremità superiore a base espansa, così da formare un piccolo serbatoio per l’olio, con uno o più becchi.

Tra il XV e il XVI secolo la lampada assume le più svariate forme spesso d’ispirazione classica, mentre tra il XVII e il XVIII secolo le lampade dette a sospensione vengono decorate con l’aggiunta di elementi dorati o argentati oppure vengono cesellate, destinate ad ornare gli interni di palazzi e chiese.

Una radicale innovazione nel campo delle lampade è stata, più che l’introduzione delle lampade a gas, quella delle lampade elettriche, manifestazione dello spirito dei tempi moderni legati alla praticità e all’efficienza degli oggetti. La presenza del ferro battuto nelle lampade moderne è infatti limitata alla base decorativa che sorregge il paralume usualmente in tessuto, oppure alla forgiatura di particolari tipo di lampade per l’arredo.

Molto usate nel XIX secolo furono le lampade a gas, sia per l’illuminazione che nelle abitazioni private. Il gas illuminante utilizzato era una miscela di ossido di carbonio e idrogeno e veniva prodotto a partire dal coke con un processo di gassificazione. Era quindi accumulato nei gasometri e distribuito attraverso una capillare rete urbana. La combustione del gas può avvenire a fiamma libera oppure all’interno di una reticella di metallo agente da catalizzatore. Esistono lampade a gas alimentate da bombole di propano (GPL) utilizzate particolarmente in campeggio.

Intorno al 1900 fu inventata la lampada a carburo, che forniva molta più luce di quelle a petrolio. È costituita da due contenitori, uno superiore pieno di acqua ed uno inferiore contenente carburo di calcio (CaC2). Facendo lentamente gocciolare acqua sul carburo avviene una reazione che produce il gas acetilene. Questo viene convogliato ad un beccuccio dove brucia con fiamma intensamente luminosa.

L’utilizzo di lampade a fiamma libera nelle miniere di carbone rappresentò per lungo tempo un grave pericolo, poiché nelle gallerie poteva accumularsi il grisù, una miscela esplosiva di aria e metano, che poteva essere innescata dalla fiamma. Importante fu quindi l’invenzione da parte del chimico Humphry Davy nel 1815 della lampada di sicurezza o lampada di Davy. In essa la fiamma era isolata dall’aria da una fine reticella di rame che impediva il propagarsi dell’esplosione.

Le lampade moderne sono prevalentemente elettriche, ad arco, a scarica o ad incandescenza.
(sotto la piantana della linea Kelvin di Flos, del 2003)

Designers: Konstantin Grcic

Nato a Monaco di Baviera nel 1965

1985-1987 Diploma di falegname al Parnham College (GB)

1988-1990 Laurea “MA in Industrial Design”, al Royal College of Art, Londra

1990-1991 Lavora per Jasper Morrison, Londra

1991 Fondazione dello studio “Konstantin Grcic Industrial Design”, Monaco (Germania)

Konstantin Grcic definisce la funzione in termini umani, combinando il massimo rigore formale con un notevole ingegno e humour. Ciascuna delle sue opere si differenzia per l’attenta ricerca storica nel campo dell’Architettura e del Design e la sua passione per la tecnologia e la conoscenza dei materiali. Grcic, famoso per le sue opere essenziali e minimali, è spesso ricordato come un creatore minimalista ma lo stesso designer preferisce parlare di semplicità e linearità.

Il suo studio KGID si trova nel centro di Monaco, nella Germania Meridionale. Si avvale di sei “product designer” e un assistente personale. Lo studio è specializzato in vari campi di applicazione del Design che spaziano dal design di mobili d’arredo ad opere su commissione, ad es. progetti architettonici. Le lingue parlate sono il tedesco, l’inglese, il francese, l’italiano e lo spagnolo.

Lo studio Herzog & de Meuron Architects ha richiesto a Konstantin Grcic di partecipare al loro progetto per il nuovo museo “Parrish Art” a Long Island, USA. Il progetto prevede il design di tutti gli elementi d’arredo e mobili del museo.

Konstantin è al momento impegnato al completamento di una sedia a sbalzo per il produttore italiano Plank in collaborazione con l’azienda chimica BASF. La sedia si chiama MYTO ed è progettata per essere costruita con l’utilizzo di una nuova materia plastica “ULTRADUR® High Speed” (plastica tecnica). BASF, ideatore del progetto, presentò la sedia per la prima volta alla fiera della Plastica “K2007”. Il lancio commerciale di MYTO si è tenuto al Salone del Mobile 2008.

Di Konstantin Grcic su Modaesign il lampadario “May Day”, Compasso d’oro 2001 (appena 70 euro), prodotto da Flos, un must del desing dell’ultimo decennio ( foto sotto).

Romeo lampadario a sospensione di FLOS

Lampada da sospensione a luce diffusa. Diffusore interno in vetro borosilicato pressato con finitura acidata. Diffusore esterno in tessuto plissettato. Supporto diffusori
in lega di alluminio pressofusa verniciato di colore grigio a liquido
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ROMEO BABE SOFT

Montaggio Sospensione
Tipo di sospensione Cavo di sospensione
Descrizione delle lampade 1 x MAX 40W G9 HSGS/F
Ambiente di utilizzo Per interni
Finitura Tessuto

ELETTRICHE
Emergenza Senza Tensione (V) 230

FISICHE
Alimentazione Morsetto di connessione
Lunghezza cavo (mm) 2800
Materiali di costruzione Alluminio, Tessuto, Vetro
Peso (kg) 0,41

 

 

 

 

Arcodamore

Modaedesign ripropone la lampada da terra Arco ad un prezzo veramente da saldo per quello che viene ormai unanimemente considerato un simbolo del design del secolo appena scorso

1220 euro per mettere in salotto un pezzo di storia del design, spedizione gratuita, disponibilità li-mi-ta-ti-ssi-ma, prezzo di listino 1750(!)

Descrizione prodotto NUOVA VERSIONE 2009 CON DIMMER MUVIS. Per le immagini e la scheda tecnica della Lampada Arco Vi preghiamo contattarci telefonicamente al n. 0815047936 oppure via mail ad info@modaedesign.com. La Lampada Arco progettata da Achille e Pier Giacomo Castiglioni nel 1962 e prodotta da Flos è una lampada da terra a luce diretta, assolve la necessità di illuminazione diretta su un tavolo senza avere il vincolo del punto luce fisso al soffitto. La base della lampada è costituita da un parallelepipedo di marmo bianco di circa 65 kg, gli angoli sono smussati, munito di un foro praticato nel baricentro, utile sia al fissaggio dello stelo verticale che sostiene l’arco vero e proprio, sia allo spostamento agevole della lampada (inserendovi per esempio un semplice manico di scopa). Lo stelo arcuato è costituito da tre settori in profilato di acciaio inossidabile con sezione a U capaci di consentire, scorrendo l’uno dentro l’altro, l’avanzamento telescopico e il passaggio nascosto dei fili. Ciò conferisce all’arco piu ampiezze, con il posizionamento del riflettore a tre diverse altezze. La cupola è formata da due pezzi: uno fisso a forma di calotta forata per facilitare il raffreddamento del portalampada (lampadina da 100 watt in vetro opalino), l’altro un anello di alluminio mobile, appoggiato al primo, in modo da poter essere rettificato in posizione, a seconda dell’altezza del terzo settore dell’arco. La distanza massima, in proiezione orizzontale, del riflettore dalla base è di 2 m, l’altezza da terra è di 2,5 m. La lampada Arco ha subito in tanti anni di produzione di Flos la sola modifica del sistema elettrico, per uniformare l’apparecchio alle norme vigenti.

Caratteristiche / (materiali, colori, finiture)Lampada da terra a luce diretta. Base di marmo bianco di Carrara. Stelo telescopico in acciaio inossidabile satinato. Riflettore orientabile e regolabile in altezza in alluminio stampato, lucidato e zapponato. Sul cavo è presente il dimmer elettronico Muvis che consente la regolazione a step dell intensità luminosa ed il collegamento in radiofrequenza con il Flos Cubo.

Lampadine: (esclusa) 1 E27 max 100W

Marchi/ Flos: l’azienda, la storia.

In queste pagine si è già accennato in più occasioni al celebre marchio, specie in relazione alla Arco. Ne diamo ora anche un sommario profilo aziendale. Per chi desideri approfondire consigliamo il sito aggiornatissimo

Un catalogo di icone che hanno cambiato il modo di fare luce
Un forte potere di attrazione simbolica
La collaborazione con i designer più visionari del panorama internazionale
L’abilità nello scoprire nuovi talenti
Il coraggio di osare, persino, di provocare, senza tradire i principi fondativi del design.
La costanza nello sperimentare materiali e tecnologie
Una gran varietà formale, in tutte le sue possibili declinazioni, dal basico al lusso, sempre associata all’innovazione e alla qualità delle prestazioni
L’evoluzione, dal prodotto al progetto, per disegnare luci a misura di spazi.
La disponibilità a porsi al servizio dei clienti per studiare e inventare sistemi d’illuminazione, adeguati alle architetture dei luoghi, aperti e chiusi, pubblici e privati.
La capacità di evolversi senza perdere il proprio DNA
Il saper crescere, con fatturati sempre in aumento, adeguandosi ai mutamenti socioculturali, pur restando coerente ai principi delle origini
Un valore sicuro di riferimento.
Una garanzia di grande design e di avanzate prestazioni illuminotecniche, immediatamente percepibile.

Le origini

Nel 1962 nasce a Merano Flos, per produrre lampade moderne.
Per creare nuove idee luminose chiamano a collaborare Achille e Pier Giacomo Castiglioni e Tobia Scarpa. Tra le prime sperimentazioni il cocoon, nuovo materiale ad alta potenzialità plastica, proveniente dagli USA. Nel 1964 entra in azienda Sergio Gandini e la sede viene trasferita nei pressi di Brescia. Nel 1968 apre il primo negozio Flos a Milano, progettato dai fratelli Castiglioni (Achille e Pier Giacomo). Il logo è disegnato da Pino Tovaglia, mentre i cataloghi sono curati da Max Huber.

La crescita e l’evoluzione

Nel 1971 Flos vara la prima delle sue consociate in Germania.
Nel 1974 acquisisce Arteluce, un marchio storico fondato nel 1939 da Gino Sarfatti, e apre il nuovo stabilimento produttivo a Bovezzo, alle porte di Brescia.
Negli anni ottanta continua la collaborazione con Achille Castiglioni che, nel 1992, con la serie Brera introduce il concetto di famiglia di prodotti.
Parallelamente rivolge la sua attenzione alle figure emergenti del panorama internazionale. Nel 1988 prende l’avvio la collaborazione con Phlippe Starck. Seguono Jasper Morrison, Konstantin Grcic, Marc Newson, Antonio Citterio, Marcello Ziliani, Marcel Wanders, Sebastian Wrong, Laurene Leon Boym, Piero Lissoni, Rodolfo Dordoni, Tim Derhaag, Johanna Grawunder, Joris Laarman. Knud Holscher, Barber & Osgerby, Patricia Urquiola, Paul Cocksedge e Ron Gilad.
Gli anni 90 segnano l’impegno sul versante contract, con una divisione specializzata nello sviluppo di soluzioni chiavi in mano.
Dal 1999, Piero Gandini, figlio di Sergio, è presidente e amministratore delegato Flos
Nella comunicazione la tradizione a collaborare con professionisti eccellenti prosegue, affidando l’immagine e le campagne pubblicitarie a grandi fotografi internazionali, come Jean-Baptiste Mondino

Il settore architectural

Nel 2005 viene dato un forte impulso al settore architectural con l’acquisizione della maggioranza (75%) della società spagnola Antares, specializzata in prodotti per illuminotecnica. Dall’unione di un produttore spagnolo di apparecchi illuminotecnici per la grande distribuzione e di uno italiano di lampade d’alto contenuto di design per il mercato residenziale nasce Flos Architectural Lighiting, che coniuga l’anima ingegneristica e poetica della luce. Il primo catalogo Flos Architectural, realizzato dal team GBH di Londra, viene presentato nel 2006 al Light&Building di Francoforte.
Nel 2007 Flos inaugura a Milano in corso Monforte il suo professional space. Il progetto è di Jasper Morrison. Lo spazio, 574 mq su due livelli, caratterizzato da estrema pulizia formale e dall’uso per i pavimenti di pietra Diamante grigia, che ben si sposa ai pilastri d’epoca lasciati nella loro integrità, si articola sui due lati di un suggestivo chiostro. Il piano terra, contiguo con il chiostro, grazie a grandi vetrate apribili in verticale, ospita la reception, le aree espositive e la meeting room. Il piano interrato è riservato ad una zona relax e al cuore elettronico dello spazio, dove è possibile sperimentare tutte le suggestioni di luce.

La corporate

Nel 2008 definisce le regole della propria grammatica linguistica, mettendo a punto un dettagliato manuale di corporate destinato alla distribuzione, dimostrando, ancora una volta, una speciale attenzione all’identità del marchio.

Le certificazioni

La qualità della luce, le prestazioni e la sicurezza sono garantite da test di controllo accurati, eseguiti nei laboratori fotometrici dell’azienda e dal rispetto delle normative internazionali Enec e UL.
L’attendibilità aziendale è attestata dal certificato ISO 9001
L’assistenza post vendita si basa su un catalogo sempre aggiornato di ricambi.

Cosa offre

Oggi Flos è un’azienda internazionale organizzata per dare una offerta completa nel domestico e nelle forniture (anche custom made), quali uffici, hotel, negozi, corredata da una studiata gamma di strumenti di comunicazione , tra i quali anche un manuale di corporate
Con la divisione contract assiste gli architetti con il suo know-how e i suoi quaranta anni di esperienza, maturata, non solo come produttore di apparecchi, ma anche di atmosfere di luce adatte agli ambienti più diversi, dal museo, al negozio, al teatro.

Le icone

Il catalogo annovera apparecchi che appartengono di diritto alla storia del design. Invenzioni tipologiche e illuminotecniche, dotate di estetiche originali, ma di facile e rapida percezione da parte di pubblici di varie estrazioni socioculturali
Tra queste: Parentesi di Achille Castiglioni e Pio Manzù; Arco e Taraxacum di Achille e Pier Giacomo Castiglioni; Miss Sissi , Archimoon, la serie Romeo e la serie Ktribe di Philippe Starck; la serie Glo-Ball di Jasper Morrison; le sospensioni Skygarden e Zeppelin di Marcel Wanders; il lampadario 2097 di Gino Sarfatti; Ray di Rodolfo Dordoni; Kelvin di Antonio Citterio with Toan Nguyen; Nebula di Joris Laarman.

I Premi

Compasso d’Oro nel 1979 per la lampada Parentesi di Achille Castilgioni e Pio Manzù. Preceduto nel 1955 per Luminator di Achille e Pier Giacomo Castiglioni.
Nel 1994 Compasso d’Oro per Drop di Marc Sadler.
Nel 1995 Compasso d’oro per la carriera aziendale.
May Day di Konstantin Grcic nel 2001
Premio IALD-Annuall International Lighting Design Awards per l’Hotel Intercontinental di Ginevra

Le realizzazioni

Tra le recenti più prestigiose: Palazzo Grassi a Venezia, Hotel Intercontinental di Ginevra, gli archivi della città di Amsterdam, il Dongione (torre storica del 400) vicino ad Alessandria…

Le consociate

Belgio, Olanda, Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Danimarca, Norvegia, USA, Giappone, Singapore e ultima nata a Gennaio 2010, Cina.

Negozi Flos nel mondo:

A Roma, Milano, Parigi, Hong Kong, Stoccolma, Londra e da Maggio 2010 anche a New York

Nelle foto che abbiamo scelto (ci sembrava banale la Arco) imagini dello store di NY, inaugurato maggio scorso.

Personaggi: Achille Castiglioni

Torniamo sul Designer e sulla stracelebrata Arco che recentemente è stata riconosciuta come oggetto d’arte, e quindi protetto dal diritto d’autore, dal Tribunale di Milano, in conseguenza dei numerosi episodi di plagio nei confronti di questo straordinario pezzo di design.
Architetto e designer, è nato a Milano nel 1918. Dal 1945 ha svolto un’attività professionale varia ed intensa, in particolare nel campo della progettazione architettonica, dell’arredamento e di allestimenti di mostre. Ha sempre operato in stretta collaborazione col fratello Pier Giacomo (scomparso nel 1968); ad essi, per un periodo limitato, si è associato il fratello Livio. Nel campo dell’industrial design si è particolarmente impegnato sia con la realizzazione di molteplici oggetti per la produzione di serie, sia sul piano dello studio e della ricerca, partecipando attivamente alla vita culturale dell’Adi, di cui è stato nel 1956 uno dei fondatori. Dal 1947 è stato presente alla Triennale di Milano. Dal 1971 è stato incaricato presso la facoltà di Architettura del Politecnico di Torino di “Progettazione Artistica per l’industria”. Ha vinto il “Compasso d’oro” negli anni 1955, 1960, 1962, 1964, 1970, 1979.

Oltre alla lampada Arco, ricordiamo altri celebri pezzi di design di Achille Castiglioni: la sedia “Sella” (1957) la poltrona Sanluca (1959), la lampada da scrivania Tubino (1951), la lampada da terra Luminator (1955), la lampada da tavolo Taccia (1962), la lampada da tavolo Lampadina (1972), il sedile Allunaggio (1962), la lampada da terra Toio (1962, nella foto , disegnata con il fratello giacomo), il posacenere Spirale (1971).

“Pensavamo a una lampada che proietasse luce sul tavolo…”- i miti: Arco di Flos

Così spiegava Achille Castiglioni in “Ottagono”, nel 1970 parlando dell’idea della lampada Arco. ” Ce ne rano già, ma bisognava girarci dietro. Perché lasciasse spazio attorno al tavolo la base doveva essere lontana almeno due metri. Così nacque l’idea dell’arco: lo volevamo fatto con pezzi già in commercio, e trovammo che il profilato di acciaio curvato andava benissimo. Poi c’era il problema del contrappeso: ci voleva una massa pesante che sostenesse tutto. Pensammo al cemento prima, ma poi scegliemmo il marmo perché a parità di peso ci consentiva un minore ingombro e quindi in relazione ad una maggior finitura un minor costo. Nella Arco niente è decorativo: anche gli spigoli smussati della base hanno una funzione, cioè quella di non urtarci; anche il foro non è una fantasia ma c’è per permettere di sollevare la base con più facilità”.

ARCO

Lampada da terra

1962 Progetto: Achille e Pier Giacomo Castiglioni

1962 Produzione: Flos

Lampada da terra a luce diretta, assolve la necessità di illuminazione diretta su un tavolo senza avere il vincolo del punto luce fisso al soffitto. La base della lampada è costituita da un parallelepipedo di marmo bianco di circa 65 kg, gli angoli sono smussati, munito di un foro praticato nel baricentro, utile sia al fissaggio dello stelo verticale che sostiene l’arco vero e proprio, sia allo spostamento agevole della lampada (inserendovi per esempio un semplice manico di scopa).

Lo stelo arcuato è costituito da tre settori in profilato di acciaio inossidabile con sezione a U capaci di consentire, scorrendo l’uno dentro l’altro, l’avanzamento telescopico e il passaggio nascosto dei fili. Ciò conferisce all’arco piu’ ampiezze, con il posizionamento del riflettore a tre diverse altezze.

La cupola è formata da due pezzi: uno fisso a forma di calotta forata per facilitare il raffreddamento del portalampada (lampadina da 100 watt in vetro opalino), l’altro un anello di alluminio mobile, appoggiato al primo, in modo da poter essere rettificato in posizione, a seconda dell’altezza del terzo settore dell’arco.

La distanza massima, in proiezione orizzontale, del riflettore dalla base è di 2 m, l’altezza da terra è di 2,5 m.

L’Arco ha subito in tanti anni di produzione Flos la sola modifica del sistema elettrico, per uniformare l’apparecchio alle norme vigenti.

Venduta in migliaia di esemplari, equamente ripartiti tra Italia ed estero, ha subito pesantemente il fenomeno del plagio, su cui l’azienda è potuta intervenire per vie legali solo nei casi di copia servile e di uso improprio della denominazione.

Nel 2007 il Tribunale ha riconosciuto la tutela del diritto d’autore, come accade per le opere d’arte, anche ad un oggetto di design.

A 1.220 euro invece di 1.750 su www.modaedesign.com